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Non è debolezza

· La prima legge dei cristiani ·

Rembrandt, «Ritorno del figliol prodigo» (1668), particolare

Sul tema della misericordia pesa una storia di equivoci e di incomprensioni, fino a potersi parlare di “misericordia esiliata” dalla nostra cultura, soprattutto perché è invalsa l’idea che la ritiene un atteggiamento debole, rinunciatario e addirittura superficiale. Papa Francesco nella bolla Misericordiae vultus rileva la dimenticanza della misericordia nella cultura dei nostri giorni e, dopo aver ricordato che essa fu osservata anche da Giovanni Paolo II nella Dives in misericordia, dice i motivi di tale dimenticanza, rievocando quanto aveva precedentemente scritto: «La mentalità contemporanea, forse più di quella dell’uomo del passato, sembra opporsi al Dio di misericordia e tende altresì ad emarginare dalla vita e a distogliere dal cuore umano l’idea stessa della misericordia» (Evangelii gaudium, 24).

Di certo “misericordia” è parola di non facile trattamento, ma essa soprattutto è ricca di una profonda densità misterica. Essa è sospettata d’essere parola debole indicante una sorta di bonarietà, di compiacenza, d’indulgenza compassionevole, a prezzo dell’assenza di rigore veritativo e di giustizia. Si tratta però del contrario: la misericordia è molto più temibile della giustizia. È un odio del male in nome di una amore iperbolico, eccedente le ragionevoli sponde della giustizia.

di Michele Giulio Masciarelli

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21 ottobre 2019

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