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La minaccia più grave

· Nella dichiarazione approvata al vertice di Seoul l’invito alla cooperazione internazionale per combattere il terrorismo nucleare ·

Una solida azione di cooperazione nazionale e internazionale contro il terrorismo nucleare, che è «una delle più gravi minacce alla sicurezza» mondiale. È l’impegno dei 53 capi di Stato e di Governo, contenuto nella Dichiarazione approvata alla conclusione del secondo vertice sulla sicurezza nucleare che si è svolto a Seoul.

«Superare questa minaccia — si legge nella Dichiarazione — richiede un intervento forte a livello di cooperazione nazionale e internazionale a causa delle sue potenziali conseguenze politiche, economiche, sociali e di natura psicologica». Riaffermato, con gli obiettivi di disarmo nucleare, non proliferazione nucleare e uso pacifico dell’energia nucleare, il principio che «le misure di rafforzamento della sicurezza non ostacoleranno i diritti degli Stati di utilizzare il nucleare per fini pacifici».

I leader riuniti a Seoul hanno dunque sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale contro la minaccia del terrorismo nucleare. «La minaccia rimane», aveva dichiarato in precedenza il presidente americano, Barack Obama. «Ci sono ancora troppe persone in cerca di questi pericolosi materiali — aveva detto — e questi pericolosi materiali sono ancora vulnerabili in troppi luoghi. Non ci vorrebbe molto, giusto una manciata di questi materiali, per uccidere centinaia di migliaia di innocenti. La sicurezza del mondo dipenderà dalle azioni che intraprenderemo». Dal canto suo, il presidente sudcoreano, Lee Myung Bak, aveva sottolineato: «servono passi significativi per eliminare e ridurre l’uso di materiale nucleare, compreso l’uranio altamente arricchito e il plutonio».

Dopo il summit del 2011 a Washington, più di dieci Paesi, fra cui Australia e Argentina, hanno eliminato quattrocento chili di uranio arricchito con i quali si potevano produrre 16 bombe atomiche. Russia e Stati Uniti hanno rispettivamente eliminato 48 e 7 tonnellate di uranio arricchito. E il poligono nucleare di Semipalatinsk, in Kazakhstan, dove in quarant’anni gli scienziati comunisti sovietici hanno fatto esplodere 456 bombe atomiche, è stato decontaminato con il contributo di Russia e Stati Uniti e «tutte le minacce sono state rimosse». Lo ha affermato il presidente russo, Dmitri Medvedev.

E il candidato repubblicano Mitt Romney ha attaccato Obama dopo il fuori onda al vertice di Seoul in cui il presidente americano ha promesso proprio al presidente Medvedev, «più flessibilità» sullo scudo antimissile in Europa dopo un’eventuale rielezione alla Casa Bianca. Mosca per Washington rappresenta «il nemico numero uno, dal punto di vista geopolitico», ha affermato Romney. «La Russia — ha osservato il candidato repubblicano in un’intervista all’emittente Cnn — non è un personaggio amichevole sul palcoscenico mondiale».

Intanto, la Corea del Nord non abbandonerà mai il diritto di lanciare «un satellite a scopi pacifici, un diritto legittimo di uno Stato sovrano e un passo essenziale per lo sviluppo economico», ha detto un portavoce del ministero degli Esteri. È la risposta del regime comunista di Pyongyang al monito partito a margine del summit sulla sicurezza nucleare a Seoul, da diversi leader, tra cui il presidente Obama e anche quello cinese, Hu Jintao, perché il regime receda dai propositi di lancio. Alcuni Paesi temono che il lancio del satellite sia in realtà il test di un missile a lunga gittata, in violazione delle risoluzioni dell’Onu.

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