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La minaccia dell’inverno sui bambini siriani

· Cinque milioni e mezzo sono in pericolo ·

Damasco, 4. L’approssimarsi dell’inverno espone a crescenti pericoli, fino al rischio della vita, oltre 4.300.000 bambini in Siria, ai quali se ne aggiungono 1.200.000 profughi nei Paesi limitrofi, anch’essi in condizioni drammatiche. L’Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, ha sottolineato ieri come tali numeri siano quadruplicati in un anno. Nel dicembre scorso, infatti, l’emergenza coinvolgeva 1.150.000 in Siria e 230.000 oltre frontiera. Alle condizioni di vita «francamente inadeguate» si sommano il «gelo e la pioggia» dell’inverno e «i bambini sotto i cinque anni risultano esposti al rischio di molte malattie», si legge in una nota diffusa da Maria Calivis, direttrice regionale dell’Unicef in Medio Oriente e in Africa settentrionale. Da inizio ottobre, l’Unicef è al lavoro per distribuire vestiti caldi, coperte, teli di plastica, tende invernali e combustibile per il riscaldamento. La portavoce dell’Unicef, Marixie Mercado, ha comunque sottolineato che l’entità della risposta umanitaria necessaria in vista dell’inverno è senza precedenti.

 

Sulla questione il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha ascoltato ieri una relazione di Valerie Amos, la responsabile dell’Ocha, l’ufficio per il coordinamento degli interventi umanitari. Amos si è detta preoccupata per il permanere degli ostacoli che limitano l’accesso del personale umanitario in Siria e ha spiegato che il suo ufficio continua a fare pressioni in questo senso sul Governo di Damasco. La responsabile dell’Ocha ha rilevato che ultimamente ci sono stati alcuni segnali di cooperazione, con un aumento del numero di convogli che hanno ottenuto il via libera per entrare nel Paese, ma ha chiarito che «nel contesto del conflitto in corso si tratta di un numero molto lontano da quello necessario a rispondere in maniera efficiente alle esigenze di milioni di persone».

 

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