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La messa non è uno spettacolo

· ​Dedicato all’Eucaristia il nuovo ciclo di riflessioni alle udienze generali ·

Casula disegnata  da Henri Matisse  per le celebrazioni  nella cappella di Santa Maria del Rosario  a Vence

Il «cuore» della Chiesa è l’Eucarestia, ma molti cristiani non sembrano coglierne appieno l’importanza. Perciò Papa Francesco, nell’udienza generale di mercoledì 8 novembre in piazza San Pietro, ha inaugurato una nuova serie di catechesi, mirata a far «comprendere bene il valore e il significato della Santa Messa» e a far «riscoprire come attraverso questo mistero della fede risplende l’amore di Dio». Un insegnamento, ha detto il Pontefice, che segue le indicazioni del concilio Vaticano ii — per il quale la «formazione liturgica dei fedeli» è «indispensabile per un vero rinnovamento» — e che risponde a delle lacune purtroppo riscontrate nell’atteggiamento dei fedeli. «Tante volte — ha sottolineato Francesco — andiamo lì, guardiamo le cose, chiacchieriamo fra noi mentre il sacerdote celebra l’Eucaristia...».

Con evidente preoccupazione il Papa ha criticato la superficialità con cui spesso si partecipa alla messa: «Se oggi venisse qui il Presidente della Repubblica o qualche persona molto importante del mondo, è sicuro che tutti saremmo vicino a lui, che vorremmo salutarlo. Ma pensa: quando tu vai a Messa, lì c’è il Signore! E tu sei distratto». In tal senso ha poi sottolineato la cattiva abitudine — perfino di «alcuni preti e anche vescovi» — di usare i telefonini durante le celebrazioni: «Il sacerdote dice: “In alto i nostri cuori”. Non dice: “In alto i nostri telefonini per fare la fotografia”». E ha aggiunto: «La Messa non è uno spettacolo: è andare a incontrare la passione e la risurrezione del Signore».

Le prossime catechesi, perciò, risponderanno a semplici domande sulla messa, sulla sua struttura e i suoi segni. A cominciare da quello della croce: «Voi avete visto come i bambini si fanno il segno della croce?», ha chiesto ai presenti lamentando come troppo spesso si notino gesti confusi e arruffati. Bisogna invece, si è raccomandato, «insegnare ai bambini a fare bene il segno della croce», simbolo della redenzione dell’uomo. Una catechesi mirata aiuterà a riscoprire «la bellezza che si nasconde nella celebrazione eucaristica» e che, «una volta svelata, dà senso pieno alla vita di ciascuno».

L’udienza generale 

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23 novembre 2017

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