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E una mano squarciò il banchetto

· In ascolto della profezia di Daniele ·

Rileggendo il libro del profeta Daniele, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, si sofferma in particolare su un passo: «Apparvero le dita di una mano d’uomo che si misero a scrivere sull’intonaco della parete (...). Il re cambiò colore e spaventosi pensieri l’assalirono» (5,5-6). 

Rembrandt «Il festino di Baltassar» (1636 circa)

È una scena divenuta celebre nella storia della cultura e dell’arte. "A partire – scrive Ravasi – dal capostipite della letteratura inglese, Geoffrey Chaucer, che la riprese nei Racconti di Canterbury (1386-1400). La cena del rey Baltasar è, ad esempio, il titolo di un dramma religioso di Calderón de la Barca (1634): il re celebra le nozze con l’Idolatria in quella notte, ma incontrerà solo la Vanità e la Morte e lentamente la mensa si trasformerà in un altare. Anche Goethe vorrà misurarsi con questa scena, ma alla fine brucerà il frammento teatrale, usandone solo una parte in uno scritto minore. Byron intitolerà To Belshazzar (1814) un carme morale contro gli orgogliosi e riprenderà il soggetto nella Vision of Belshazzar (1815). In sintesi – conclude Ravasi – questa pagina biblica è divenuta un simbolo del giudizio inesorabile di Dio a cui nessuna creatura umana, anche la più potente, può sfuggire".

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22 agosto 2019

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