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La mafia uccide solo d’estate

· Leggerezza e impegno nel film di Pierfrancesco Diliberto ·

Emilio Ranzato presenta il primo film di Pierfrancesco Diliberto, noto al pubblico televisivo semplicemente come Pif per i suoi trascorsi nel programma «Le iene» e in altre trasmissioni che conciliano il giornalismo con l’intrattenimento. 

Ora esordisce dietro la macchina da presa con un film che sorprende per molti motivi, malgrado il suo curriculum parli anche di inaspettate frequentazioni dei set di Zeffirelli e Giordana nelle vesti di collaboratore.

La vita di Arturo (Alex Bisconti da piccolo, Diliberto da grande), nato e cresciuto a Palermo, sin dal concepimento si intreccia continuamente con quella di Cosa Nostra. Una realtà, quella mafiosa, che chi gli sta attorno sembra però rimuovere o al massimo accettare con rassegnato disincanto. Anche di fronte a eventi spaventosi che ancora non riesce a spiegarsi, il piccolo si sente rassicurare dai genitori con frasi come quella che dà il titolo al film: «Stai tranquillo, la mafia uccide solo d’estate». Nel frattempo, nasce in lui una vera e propria passione per la figura di Giulio Andreotti, di cui assume addirittura le sembianze alla festa scolastica di carnevale di fronte allo sguardo stupito degli altri bambini.

Diventato giornalista anche grazie ai consigli di un mentore (Claudio Gioè), Arturo da ragazzo si fa le ossa in una scalcinata televisione locale. È qui che rincontra Flora (Cristiana Capotondi), di cui è innamorato fin dai tempi della scuola, e che ora è impegnata nell’entourage del deputato democristiano Salvo Lima. Arturo si unirà alla causa per amore, ma non per questo smetterà di formarsi una coscienza civile e di voler denunciare i rapporti fra malavita e potere. E in questo aprirà gli occhi anche a Flora, che ovviamente però non smetterà di corteggiare.

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20 novembre 2018

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