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La strada maestra

· Nell’udienza al corpo diplomatico il Papa invoca soluzioni negoziali ai conflitti in corso e denuncia le tragedie legate alla fame, all’aborto, alle migrazioni e alla tratta di esseri umani ·

Non ci sono alternative: la strada maestra per la pace è «quella diplomatica del dialogo». Lo aveva già affermato Benedetto XV nella sua Lettera ai capi dei popoli belligeranti il 1° agosto del 1917 durante la prima guerra mondiale. 

Lo ha ripetuto Papa Francesco questa mattina, lunedì 13 gennaio 2014 — a cento anni dall’inizio di quel catastrofico evento — rivolgendosi ai membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ricevuti nella Sala Regia per il tradizionale incontro all’inizio dell’anno nuovo.

Un discorso ampio, quello del Pontefice, nel quale, accanto al triste elenco delle principali tragedie che sconvolgono popoli e nazioni — il quadro delineato da Papa Francesco ha spaziato dalla Siria all’intera regione mediorientale, dall’Africa all’Asia, senza trascurare le «ferite alla pace» inferte dalla tragedia della fame, dal dramma dell’emigrazione, dalle conseguenze delle catastrofi ambientali, dalle moderne forme di schiavitù come la tratta degli esseri umani — ci sono indicazioni precise per seguire quel cammino che finalmente può condurre a una pace stabile e duratura. A partire dalla famiglia, il cui modello dovrebbe ispirare, ha detto il Papa, la nascita di una comunità aperta, nella quale ci sia spazio per tutti, anziani e giovani, poveri e ricchi, vicini e lontani.

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