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La lunga onda
della Magna Carta

· ​La Chiesa e la pace in Inghilterra nel tredicesimo secolo ·

Otto secoli fa, il cardinale Guala Bicchieri, di ritorno da tre anni ricchi di avvenimenti trascorsi come legato papale in Inghilterra, fondò l’abbazia di Sant’Andrea a Vercelli. La finanziò con il reddito che gli veniva dalla chiesa parrocchiale di Saint Andrew a Chesterton, nei pressi di Cambridge, che il re bambino Enrico III gli aveva concesso in riconoscimento dei suoi servigi. Il cardinale Bicchieri era stato strumentale nella ripubblicazione della Magna Carta, la “Grande Carta delle libertà” che aveva posto fine alla guerra tra re Giovanni e i suoi baroni ribelli nel 1215, e poi, di nuovo, in versione emendata, nel 1217. Per celebrare questo anniversario, la copia della Magna Carta del 1217 della cattedrale di Hereford è attualmente esposta a Vercelli.

Una delle quattro esemplificazioni (copie conformi)  sopravvissute del testo del 1215 conservata alla British Library

Il ruolo svolto dalla Chiesa nel mediare la pace in Inghilterra nel tredicesimo secolo e il modo in cui ha aiutato a istituire diritti almeno per alcuni cittadini dell’Inghilterra ci hanno incuriositi. Abbiamo dunque invitato due eminenti storici britannici, esperti di Inghilterra medievale, per raccontarci di più, e la Segreteria di Stato della Santa Sede per aggiornarci sul ruolo della Chiesa nella pacificazione e nella promozione dei diritti umani. Sede del dibattito è stato il Venerabile Collegio Inglese del quattordicesimo secolo: un po’ moderno, ma pratico dei modi degli uomini di chiesa medievali.
Nicholas Vincent dell’università di East Anglia ci ha spiegato che i punti centrali della Magna Carta che permangono nel diritto britannico sono che nessun uomo libero può essere imprigionato se non per giudizio dei suoi pari e per la legge del territorio; che la giustizia non può essere né comprata né venduta; e che la Chiesa d’Inghilterra sarà per sempre libera. Vincent ha sottolineato come, dopo l’assassinio, nel 1170, di Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury, i vescovi inglesi avevano guardato al Papa per guidare il governo in Inghilterra e al diritto canonico come ispirazione per la legge inglese.
L’arcivescovo Paul Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ci ha illustrato come la perdita degli Stati Pontifici da parte della Chiesa nel diciannovesimo secolo l’ha liberata da interessi nazionali. L’“interesse nazionale” della Santa Sede è di promuovere la pace. L’approccio della Chiesa alla risoluzione dei conflitti è incentrato sull’intera persona umana, compresa la dimensione spirituale, e apporta autorità morale alla costruzione della pace. Tra gli esempi di una mediazione di successo da parte della Chiesa c’è in conflitto del Beagle tra Cile e Argentina, ma in alcuni conflitti recenti le parti purtroppo hanno invitato la Chiesa nella speranza che si schierasse. Monsignor Gallagher ha sottolineato l’impegno della Chiesa a favore del sistema multilaterale e la sua disponibilità a essere al servizio della causa della pace.
George Garnett dell’università di Oxford ha sostenuto che i principali artefici della Magna Carta sono stati i giuristi e non gli uomini di chiesa, ma ha anche precisato che nel tredicesimo secolo avvocati e uomini di chiesa erano spesso le stesse persone. Nella Carta il re aveva concesso “libertà” o privilegi ai suoi sudditi liberi, e non diritti. Tuttavia, la formulazione vaga della Magna Carta aveva significato che c’era spazio per l’elaborazione di diritti dei sudditi da parte di avvocati creativi nei secoli a venire.
Monsignor Richard Gyhra, della Segreteria di Stato, ci ha spiegato che il concetto di diritti umani della Chiesa è incentrato sulla dignità della persona umana. La libertà di religione o di fede è il fondamento del rispetto della coscienza e del prosperare di altri diritti. La Santa Sede ha una missione diplomatica unica nel promuovere il bene comune.
A conclusione, il reverendo canonico Chris Pullin della cattedrale di Hereford ha affermato che la Magna Carta continua a essere un’icona per quanti desiderano che prosperino la giustizia e la sicurezza individuale per poter sviluppare il loro pieno potenziale. Per me, questa discussione è servita a ricordare che nel tredicesimo secolo, come oggi, la Chiesa rappresentava il bene comune e aveva un ruolo fondamentale nel guidare le parti belligeranti verso la pace.

di Sally Axworthy
Ambasciatore britannico presso la Santa Sede

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18 settembre 2019

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