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La lunga eco del debito europeo

Non accenna a stemperarsi la crisi dei debiti sovrani in Europa. Il nuovo acquisto di bond, ieri, da parte della Banca centrale europea (Bce) lascia presagire che la possibilità di un contagio tra i vari membri dell'Eurozona sia tutt'altro che remota. La lunga eco del debito sembra destinata a risuonare ancora per molto tempo, e a generare incognite pesantissime.

La pausa natalizia non ha fermato gli acquisti di bond da parte della Bce, che invece torna ad accelerare gli interventi in vista di un 2011 che potrebbe  aprirsi all’insegna di una rinnovata instabilità. La scorsa settimana, l'istituto centrale ha acquistato 1,121 miliardi di euro di titoli di Stato dell’area euro  nell’ambito del S ecurities Markets Program (Smp), il salvagente finanziario lanciato durante la crisi greca. La cifra  è inferiore agli acquisti già effettuati in maggio (16,5 miliardi la prima tranche acquistata), ma indica un raddoppio rispetto ai 603 milioni degli acquisti della settimana precedente.

Raddoppiando il suo capitale a 10,76 miliardi, la Bce ha rafforzato il suo «arsenale». Ed è lecito supporre — dicono gli analisti — che lo  abbia fatto in vista di nuove battaglie con la speculazione  sui mercati. Sul fronte del debito dei Paesi con i conti pubblici più in difficoltà, le tensioni non accennano a diminuire: ieri i premi di rendimento della Grecia sono saliti a 940 punti (973 il record segnato a maggio), quelli dell’Irlanda a 629, quelli del Portogallo a 362, quelli spagnoli a 252 e quelli italiani a quota 178 (20 punti sotto il record).

Sul mercato obbligazionario è avvenuta una nuova fuga dal rischio verso la solidità dei bund tedeschi, in rialzo (con conseguente calo del rendimento) dopo che la crescita dell’economia francese è stata rivista per il terzo trimestre a 0,3 per cento, meno dello 0,4 stimato a novembre. Molti temono che a gennaio le agenzie di rating torneranno all’assalto, come fatto nei giorni scorsi.

I leader dell'Unione europea torneranno a gennaio al tavolo delle trattative sulla riforma della governance economica. All'orizzonte — spiegano gli esperti — si profila uno scontro tra Bruxelles e Berlino. Jürgen Stark, membro del comitato esecutivo Bce, ha dichiarato ieri che «gli acquisti di bond da parte della Bce non devono mirare ad aiutare i Governi» dei Paesi in difficoltà.

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08 dicembre 2019

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