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Quella luce dorata

· Defendente Ferrari e il rinascimento piemontese in mostra a Torino ·

Defendente  Ferrari e magistri pictores, «Trittico di San  Gerolamo» (1530 circa)

Defendente Ferrari da Chivasso fu tra i protagonisti del rinascimento italiano, ma la sua vicenda artistica e umana è purtroppo povera di documenti storici, al di là dei pochi quadri firmati, datati o documentati. Nato fra 1480-1484 e morto verso il 1540, fu probabilmente allievo di Giovanni Martino Spanzotti. Una serie di tavole datate fra 1509 e 1526, oggi sparse nei musei di tutto il mondo, testimonia di una pittura di qualità finissima, intrisa di una luce celestiale e mistica con raffigurazioni della Vergine e dei santi che sono un vero e proprio invito alla preghiera e alla meditazione religiosa. Un documento del 21 aprile 1530 segnala il contratto per il grande polittico di Sant’Antonio di Ranverso, da considerare il suo capolavoro, caposaldo dell’arte piemontese del Cinquecento e del rinascimento italiano ed europeo. Documenti recenti parlano di un lavoro eseguito insieme a un gruppo di magistri pictores: è questa la prima e unica testimonianza diretta circa la grande e articolata bottega di Defendente, che operava come un moderno manager, ricercando commissioni in tutto il Piemonte e la Savoia e eseguendole poi con maestri di alto livello, assai fedeli al suo stile. Attorno alla sua figura si svilupparono grandi personalità, come quella del vercellese Gerolamo Giovenone (1490 circa — 1555), forse suo allievo e con il quale collaborò spesso. Giovenone appare così fedele ai modi di Defendente da essere spesso confuso con lui. I due artisti sono stati assai stimati da Venturi, Berenson, Zeri; ricercati da collezionisti e musei di tutto il mondo, ma mai sufficientemente studiati: a tutt’oggi manca un completo catalogo delle loro opere e i documenti che li riguardano devono in gran parte essere ancora strappati dal buio degli archivi. Ma è un lavoro faticoso che gli storici dell’arte non hanno oggi forse voglia di affrontare, attratti da gratificazioni più immediate ed effimere. 

A questi due artisti è stata dedicata una importante mostra, che si apre il 12 aprile, al Museo diocesano di Torino. La mostra presenta alcuni capolavori del rinascimento piemontese, provenienti dalla chiesa di San Giovanni Battista di Avigliana e dalla chiesa di San Lorenzo di Cavour, restaurati dal Centro di conservazione e restauro La Venaria Reale grazie a un articolato progetto culturale, generosamente sostenuto della Compagnia di san Paolo di Torino. Nella chiesa di Avigliana è infatti custodito uno dei più sorprendenti nuclei di opere di scuola piemontese del Cinquecento.
Un invito a riscoprire un capitolo poco noto, ma molto importante, della storia dell’arte italiana.  

di Arabella Cifani

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22 agosto 2019

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