Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​La luce di Valentino Vago

La mostra «Nella luce. Valentino Vago nel Duomo di Brescia», dal 27 maggio al 24 giugno, intende rendere omaggio, a pochi mesi dalla scomparsa, a uno dei più sensibili interpreti dell’arte sacra nell’età contemporanea, proponendo opere appartenenti alle diversi fasi della sua parabola creativa. L’esposizione, realizzata in collaborazione con l’Archivio Valentino Vago, è curata da Paolo Sacchini, direttore a Concesio (Brescia) 

della Collezione Paolo VI - arte contemporanea, e da monsignor Alfredo Scaratti, parroco della concattedrale di Santa Maria Assunta. I lavori esposti, selezionati da Vago ancora in vita, coprono un arco temporale che va dal 1981 al 2017. Si tratta di un corpus ristretto ma rappresentativo per descrivere il percorso compiuto dall’arte sacra di Vago — che procede di pari passo con l’arte dedicata all’ambiente — partendo dalle opere più datate, in cui i soggetti sacri sono rappresentati in modo esplicito, fino a giungere a quelle recenti, dove la figurazione si perde nella luce e nel colore e il senso del sacro è ancor più enfatizzato. In sostanza il suo itinerario artistico, sempre ispirato da una fede profondamente vissuta, parte dalla narrazione per finire nell’astrazione, dove luce e colore svolgono un ruolo fondamentale e dove indeterminatezza e infinito diventano sinonimi. L’astrazione, cifra stilistica di Vago, non svapora mai nell’assenza di significato. Al contrario, è pulsante di rimandi e di emozioni: nella sua opera l’idea di Dio è rappresentata scevra da ogni retorica e, di conseguenza, è in grado di conferire profondità e spessore alla raffigurazione di Cristo. «Valentino Vago — afferma Polo Sacchini — è sempre riuscito a “evocare” la sfera del metafisico attraverso una pittura allo stesso tempo delicata e intensa, letteralmente intrisa di luce e di colore, e capace di trasportare lo spettatore in una dimensione sovrasensibile attraverso la dolcezza straordinaria delle sue tinte». Nell’introduzione alla mostra il figlio dell’artista, Valerio, sottolinea che il lavoro del padre «continua a vivere e noi vogliamo proseguire a comunicare la poesia e l’energia delle sue opere attraverso un’associazione culturale che, assieme a mio fratello Mario, abbiamo appena costituito»: ovvero l’Archivio Valentino Vago. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE