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​La logica (sempre attuale) dell’Aquinate

· Un libro ripropone lo straordinario contributo del teologo e filosofo allo sviluppo del pensiero ·

Guercino, «San Tommaso scrive assistito dagli angeli» (1662, particolare)

Una delle accuse che più di frequente vengono mosse nei confronti della filosofia riguarda la sua presunta astrattezza: agli occhi di non poche persone essa si presenta come un sapere lontano dalla vita quotidiana, una sorta di vuota esercitazione delle capacità razionali dell’uomo. Tale critica, invero piuttosto banale e semplicistica, sulla quale non è questa la sede adatta per soffermarsi, raggiunge il suo acme quando viene presa in considerazione una particolare branca della filosofia stessa, la logica, che rappresenterebbe appunto il vertice di quell’astruseria che secondo alcuni è una delle caratteristiche tipiche del filosofare. Fondata, secondo un giudizio pressoché unanime, dal celeberrimo pensatore greco Aristotele (384-322 a. C.), la logica ha avuto in realtà una storia lunga e gloriosa, e non c’è stata epoca in cui gli studiosi non se ne siano occupati. Essa conobbe uno splendore del tutto speciale durante il Medioevo, quando numerosi grandi maestri si dedicarono con successo al suo studio: tra loro, non possiamo certamente trascurare San Tommaso d’Aquino, il maggiore dei pensatori medievali, che seppe offrire anche nel campo delle ricerche logiche un contributo di indiscutibile valore, come attesta il recente bel volume La Logica di Tommaso d’Aquino. Dimostrazione, induzione e metafisica (Bologna, Edizioni Studio Domenicano, 2019, pagine 256, euro 20), scritto da Claudio Antonio Testi, fondatore dell’Istituto di Studi Tomistici di Modena, che da oltre vent’anni si dedica ad approfondire le dottrine logiche dell’Aquinate.
La logica è una straordinaria creazione della ragione, che ha lo scopo di permettere all’uomo di organizzare correttamente il proprio pensiero, uno strumento di cui servirsi per costruire ragionamenti validi. Come è noto, Tommaso fu un convinto estimatore della razionalità umana e, pertanto, non sorprende che si sia occupato del retto funzionamento di essa. A suo giudizio, «la filosofia razionale» — questa l’eloquente definizione della logica da lui data — ha per oggetto «l’ordine che la ragione conoscendo produce nei propri atti, come quando ordina i propri concetti, che sono le voci significative […] [Tale ordine] è di pertinenza della filosofia razionale, il cui compito è di considerare l’ordine delle parti dell’orazione e l’ordine dei principi tra di loro e rispetto alle conclusioni». Dunque, come opportunamente ricorda Testi, la logica tomista «non ha come oggetto direttamente gli enti naturali, ma gli enti prodotti nel conoscere e nel parlare delle cose», definiti da Tommaso «enti di ragione». A un primo capitolo, dedicato a chiarire il ruolo della logica all’interno del tomismo, ne seguono altri sei, nei quali Testi si sofferma a delucidare i principali elementi dell’edificio logico dell’Aquinate: le categorie, l’enunciato, il sillogismo, la dimostrazione, l’induzione e, infine, il fondamento metafisico di quest’ultima. Si tratta di questioni molto complesse, che l’autore sa comunque trattare in modo accessibile, con un tono divulgativo che tuttavia nulla toglie alla serietà e all’attendibilità di ciò che sostiene. A Testi sta a cuore dimostrare che il pensiero logico di Tommaso non è una mera ripetizione di quanto aveva affermato in precedenza Aristotele, e collega la dimostrazione di questo importante assunto all’esistenza di una chiara sintonia fra le dottrine logiche e le tesi metafisiche elaborate dall’Aquinate. È importante notare come l’autore sottolinei con forza il fatto che, in San Tommaso, l’induzione poggia su di un ben delineato sfondo metafisico. Più volte e da più parti si è sostenuto che la filosofia di Tommaso appartiene al passato e non è oggi riproponibile. Testi è sicuro del contrario e ravvisa proprio nella logica una parte tuttora molto viva della grande eredità lasciataci dal Santo Dottore: «Tutto il testo poi — si legge a questo proposito nell’introduzione — è scritto tenendo presenti gli sviluppi della logica formale moderna, e questo non solo per il loro intrinseco valore, ma anche per mostrare quanto ancora oggi la prospettiva tomista sia attuale e utile per tematizzare gli odierni problemi logico-filosofici».

di Maurizio Schoepflin

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21 ottobre 2019

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