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Lezione della storia

· ​Nell’anniversario della fine della seconda guerra mondiale in Europa il Papa lancia un appello per la pace e nella catechesi dell’udienza generale elogia il coraggio degli sposi cristiani ·

«La società umana impari dagli errori del passato» anche «di fronte ai conflitti attuali, che stanno lacerando alcune regioni del mondo». Lo ha auspicato Papa Francesco al termine dell’udienza generale di mercoledì 6 maggio, ricordando il settantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale in Europa. Nella circostanza il Pontefice ha lanciato un appello a «tutti i responsabili civili» delle nazioni, affinché «si impegnino nella promozione della cultura della pace».

Renato Guttuso, «Il massacro» (1943)

In precedenza — dopo il toccante incontro a Casa Santa Marta con alcuni disabili assistiti in due strutture del brindisino — in piazza San Pietro il Papa aveva proseguito le catechesi dedicate al tema della famiglia, parlando in particolare della bellezza del matrimonio cristiano e rilanciando il paragone tra la coppia marito-moglie e quella Cristo-Chiesa. «È chiaro — ha spiegato — che si tratta di un’analogia imperfetta, ma dobbiamo coglierne il senso spirituale che è altissimo e rivoluzionario, e nello stesso tempo semplice, alla portata di ogni uomo e donna».

Il matrimonio è dunque un impegno esigente, al punto che il Papa, con una delle sue consuete aggiunte al testo preparato, ha chiesto direttamente ai presenti: «Ma voi mariti che siete qui, capite questo? Amare la vostra moglie come Cristo ama la Chiesa? Questi non sono scherzi, ma cose serie!». Infatti, ha proseguito, «il sacramento del matrimonio è un grande atto di fede e di amore: testimonia il coraggio di credere alla bellezza dell’atto creatore di Dio e di vivere quell’amore che spinge ad andare sempre oltre». Di conseguenza, ha fatto notare Francesco, «la decisione di “sposarsi nel Signore” contiene anche una dimensione missionaria, che significa avere nel cuore la disponibilità a farsi tramite della benedizione di Dio e della grazia per tutti». Infatti gli sposi cristiani partecipano alla missione della Chiesa. E per questo, ha commentato, «ci vuole coraggio! Perciò quando io saluto i novelli sposi, dico: “Ecco i coraggiosi!”, perché ci vuole coraggio per amarsi così come Cristo ama la Chiesa». Insomma, ha concluso il Papa, «la celebrazione del sacramento non può lasciar fuori questa corresponsabilità della vita familiare nei confronti della grande missione di amore della Chiesa. E così la vita della Chiesa si arricchisce ogni volta della bellezza di questa alleanza sponsale, come pure si impoverisce ogni volta che essa viene sfigurata». Da qui il plauso e la benedizione del Pontefice alle coppie che vivono in modo autentico il patto nuziale, «questi uomini e queste donne così coraggiosi» che «sono una risorsa essenziale per la Chiesa, anche per tutto il mondo».

Una convinzione confermata anche dalla scelta — durante l’udienza del pomeriggio precedente al cardinale prefetto della Congregazione delle cause dei santi — di autorizzare tra gli altri il decreto riguardante le virtù eroiche dei servi di Dio Sergio Bernardini e Domenica Bedonni, coniugi vissuti nel modenese nel secolo scorso, genitori esemplari di dieci figli. Nel contempo ha approvato la sentenza affermativa della sessione ordinaria dei cardinali e vescovi membri della dicastero circa la canonizzazione del beato Junípero Serra.

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22 ottobre 2019

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