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La lezione del secondo Francesco Saverio

· Rileggendo «Yo viví la bomba atomica» del gesuita Pedro Arrupe ·

Negli anni in cui Bergoglio era il provinciale dei gesuiti di Argentina, il superiore generale della Compagnia di Gesù era Pedro Arrupe. La storia di Arrupe è interessante e avvincente.

Tutto cominciò il 6 giugno del 1938 quando Arrupe si trovava negli Stati Uniti e ricevette una lettera dal Padre Generale della Compagnia: finalmente la sua richiesta di partire missionario in Giappone era stata accettata. Lasciò immediatamente Seattle per trasferirsi a Yokohama.

Dopo diversi mesi di studio di lingua giapponese venne nominato alla parrocchia di Yamaguchi ma, in seguito all'ingresso del Giappone nel secondo conflitto mondiale (l’8 dicembre 1941), fu incarcerato con la fantasiosa accusa di spionaggio. Verrà rilasciato un mese dopo grazie all’ammirazione che aveva suscitato nei giudici e carcerieri la sua intensa pratica di preghiera e di meditazione.

Successivamente, diventò direttore del noviziato di Nagatsuka, una collina alla periferia di Hiroshima. Lì, il 6 agosto del 1945, fu testimone dello scoppio della prima bomba atomica. Anni dopo, Arrupe pubblicò un piccolo libro dal titolo Yo viví la bomba atomica, da poco ripubblicato in spagnolo (Ediciones Mensajero).

Il libro si basa sulle conferenze che Arrupe fece, in giro per l’America e l’Europa, proprio su quell’esperienza di missionario in Giappone. In quelle conferenze veniva presentato al pubblico come el segundo san Francisco Javier, ovvero il gesuita spagnolo che nel 1549 per primo aveva cominciato un’opera di evangelizzazione nella terra dei samurai. Quattro secoli dopo quella prima missione di Francisco Javier, un’altro gesuita spagnolo (Arrupe appunto) arrivava nelle terre del Sol levante per proseguirne l’apostolato.

Lo stesso Bergoglio sarebbe voluto partire missionario in Giappone, imitando a sua volta il segundo san Francisco (ma noi sappiamo che poi finì per imitarne un terzo di Francesco, o meglio, il primo in assoluto). E nonostante poi Bergoglio abbia dovuto rinunciare a quel progetto, restiamo convinti che nei suoi anni di seminario abbia letto con molta attenzione proprio questo testo.

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17 settembre 2019

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