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Presi nella rete

· ​A Taiwan congresso mondiale sulla pastorale dei marittimi ·

I cristiani riconoscano la «preziosa lezione» che viene dai pescatori, entrando nell’ottica di una Chiesa «che fa spazio al mistero di Dio» e «custodisce quel mistero in modo da attirare la gente e attirarla a sé»: è la consegna che il Papa — con un messaggio inviato tramite il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato — ha affidato ai partecipanti al ventiquattresimo congresso mondiale dell’Apostolato del mare, in corso dal 1° al 7 ottobre a Kaohsiung, Taiwan.

Il saluto inviato da Francesco si riferisce direttamente al tema dell’incontro: Caught in the net, «presi nella rete». Alla speciale benedizione per i marittimi e le loro famiglie, il Pontefice ha aggiunto anche l’invito «a vescovi, preti, religiosi e fedeli laici» a rafforzarsi «nel sostegno» a queste categorie di lavoratori.

Il congresso dedica in questa edizione una particolare attenzione al traffico dei pescatori migranti, al lavoro forzato a bordo delle imbarcazioni e alla pesca illegale. Proprio questi temi ha affrontato, nella relazione di apertura, il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, che ha ribadito con forza il dovere di «difendere la dignità e i diritti di ogni membro della famiglia umana, perché non c’è “io” che possa vivere con vera dignità, finché c’è un altro “io” la cui dignità è abusata e ignorata». 

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26 aprile 2019

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