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La letteratura monastica
in cinese

· Traduzioni in epoca moderna ·

La duplice necessità di spiegare la vita monastica — la sua storia, la sua spiritualità e le sue regole — e di tradurre la letteratura monastica occidentale in cinese divenne più urgente nel momento in cui gli ordini monastici cattolici furono chiamati in Cina per impiantarvi fondazioni missionarie.

Cosa non sorprendente, la prima opera a essere tradotta in cinese in epoca moderna da parte dei monaci missionari cattolici in Cina fu la Regola di Benedetto. Essa venne tradotta dai monaci trappisti del monastero di Nostra Signora della consolazione e pubblicata a Pechino nel 1894, dieci anni dopo l’arrivo dei primi monaci a Yangjiaping. Nel 1968 gli stessi trappisti, che nel 1951 si erano rifugiati a Hong Kong, pubblicarono una nuova traduzione della regola, scritta in uno stile più semplice e in una lingua che riflette l’evoluzione del cinese moderno. Nel 2005 la casa editrice cattolica Hebei Faith Press ha ripubblicato, in caratteri semplificati, questa stessa traduzione, così da essere diffusa in Cina continentale. Infine, si deve ricordare che nel 1977 le monache benedettine di Danshui (Taiwan) hanno realizzato una nuova traduzione della regola sulla base di nuovi manoscritti e nuove edizioni del testo originale latino.

Insieme al fondamentale testo della regola, i cinesi necessitavano di essere introdotti alla storia e alla spiritualità monastica come fu vissuta nell’Europa antica e medievale. Alcune righe di una lettera scritta nel 1928 da Jehan Joliet, monaco benedettino e primo priore del monastero di Xishan, mostrano come egli fosse consapevole del problema fondamentale che stava dietro a questo difficile compito: «Ho dovuto compilare una plaquette che è stata tradotta e pubblicata in cinese... Percepivo bene la difficoltà e l’audacia di riassumere in qualche pagina e in una lingua così straniera l’oggetto della vita monastica. Non pretendo di esserci ben riuscito».

Consapevoli del fatto che «la letteratura ascetica [era] alquanto scarsa in Cina», i monaci trappisti di Yangjiaping iniziarono a scrivere libri su argomenti spirituali e ascetici in cinese già nei primi anni del xx secolo: «Si desiderava avere dei libri destinati specificamente al chiostro. Uno dei professi, il padre Giuseppe Wen, fu nominato traduttore ufficiale. Egli tradusse in lingua cinese la Regola di san Benedetto e il De studio perfectionis vitae religiosae, poi le costituzioni di Cîteaux e infine le Voies de l’oraison [mentale] di dom Lehodev: lista che si allungherà a poco a poco e costituirà lo scaffale cinese della biblioteca cistercense».

di Matteo Nicolini-Zani

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17 novembre 2018

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