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La lettera di addio
del ghiacciaio

C’era una volta, tanto tempo fa in Islanda, un enorme ghiacciaio di nome Okjökull. Era così grande che ricopriva 15 chilometri quadrati e aveva uno spessore di 50 metri. Negli ultimi 20 anni il povero Okjökull, a causa dei cambiamenti climatici, è “dimagrito” sempre più fino a diventare piccolo piccolo. È quasi completamente sparito. Gli islandesi hanno pensato bene di dedicargli una targa che avrà una duplice funzione: ricordarlo negli anni futuri e sensibilizzare l’intera umanità su cosa può accadere se l’intero pianeta continuerà a surriscaldarsi. Il memoriale sarà inaugurato il 18 agosto prossimo a Borgarfjörður (fiordo nella costa occidentale dell’Islanda) dai residenti e da un gruppo di scienziati statunitensi e islandesi. Dalla fine del XIX secolo si stima che siano andati perduti più di 2.000 chilometri quadrati di ghiacciai. Anche Okjökull, avendo oggi misure ridottissime (1 chilometro quadrato di superficie e 15 metri di spessore) non è più considerato un ghiacciaio. È morto e tutti ne siamo responsabili.

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