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La Lega araba
sostiene i colloqui per la Siria

· I negoziati ad Astana tra governo e gruppi dell’opposizione ·

«Il cessate il fuoco che è stato consolidato in occasione dei colloqui di Astana è un passo positivo per fermare lo spargimento di sangue in Siria». Lo ha dichiarato ieri il segretario generale della Lega araba, Ahmed Abul Gheit, esprimendo la speranza che la tregua «venga rispettata».

Un uomo tra le maceri della sua casa in un sobborgo di Damasco (Afp)

Nel suo intervento al consiglio della Lega araba, riunito al Cairo a livello di ministri degli esteri, Abul Gheit ha messo in evidenza che «il raggiungimento di uno stop ai combattimenti non porterà automaticamente alla stabilità in Siria». Di conseguenza, ha aggiunto, «non vi è alternativa a una soluzione politica della guerra in corso che soddisfi le aspirazioni del popolo e tenga conto dell’unità della Siria e della sua integrazione regionale». Il leader della Lega ha poi criticato «la totale assenza araba» nelle varie iniziative «per una soluzione della crisi in Siria, rispetto alla considerevole presenza di forze regionali e internazionali, alcune delle quali non hanno a cuore gli interessi arabi». La tragedia siriana «è una ferita sanguinante nel cuore della comunità araba», ha tenuto a sottolineare Abul Gheit augurandosi che «i colloqui in corso tra governo e opposizione siriani con il patrocinio delle Nazioni Unite possano continuare fino al raggiungimento di una soluzione».

Intanto i capi di stato maggiore di Turchia, Russia e Stati Uniti, rispettivamente Hulusi Akar, Valery Gerasimov e John Francis Dunford, si sono incontrati nella mattinata di ieri ad Antalya per una riunione dedicata alla lotta al terrorismo e alla situazione militare in Iraq e in Siria. In un comunicato ufficiale Hulusi Akar si è detto soddisfatto dell’incontro con i pari grado, specificando al tempo stesso che le parti si sono scambiate utili informazioni riguardo le ultime mosse compiute per contrastare le organizzazioni terroristiche nella regione, hanno discusso di un possibile piano di sicurezza e hanno rinnovato l’intento comune a combattere contro tutti i terroristi.

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