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La «Laudato si’» anche per i non cattolici

· La proposta del cardinale Luis Antonio Tagle ai vescovi indonesiani ·

Giacarta, 21. «La Laudato si’ è la coscienza morale della Chiesa cattolica su come comportarci con la terra, un ambiente vivo per gli essere umani, un dono di Dio che genera vita per tutte le persone». Lo ha affermato il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis, in un discorso tenuto Giacarta ai membri della Conferenza episcopale indonesiana.

Rivolgendosi ai presuli dell’arcipelago, il cardinale ha sottolineato che l’enciclica di Papa Francesco va proposta anche ai non cattolici e ha incoraggiato la comunità del Paese a essere attiva nel diffondere il messaggio del Pontefice. Tra i mezzi più efficaci, l’arcivescovo di Manila ha indicato i gruppi di lavoro interreligiosi, i cui leader hanno molto seguito tra la popolazione indonesiana.

Il presidente di Caritas Internationalis — riferisce AsiaNews — ha citato come esempio la sua esperienza nelle Filippine, dove alcune personalità religiose non cattoliche hanno elogiato il contenuto della Laudato si’ e assicurato il loro sostegno nel divulgare il messaggio di Papa Francesco alle loro rispettive comunità.

Nel suo intervento, il porporato ha posto l’attenzione sul tema centrale dell’enciclica, e cioè che la terra è un dono di Dio, di cui bisogna prendersi cura per il bene delle generazioni future. Inoltre, il cardinale ha ricordato che l’enciclica chiama ciascuno a compiere gesti d’amicizia verso la terra e spinge coloro che prendono le decisioni — politici, legislatori, uomini d’affari e membri dei Governi — a individuare uno sviluppo sostenibile che sia garantito dal punto di vista sociale ed economico per il bene della prossima generazione. «Quello che decidiamo oggi — ha detto Tagle — avrà effetti sulle generazioni future e per questa ragione morale siamo incoraggiati a diffondere uno stile di vita qualitativo, che investa lo sviluppo umano».

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