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La guerra per l’oro blu

· Gli appelli del Pontefice per l’accesso all’acqua potabile e sicura ·

La guerra mondiale per l’«oro blu»: non ha mai usato giri di parole Papa Francesco per richiamare «il diritto di ogni persona all’accesso all’acqua potabile e sicura» e denunciare lo scandalo della sete. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra il 22 marzo su iniziativa delle Nazioni Unite, le parole del Pontefice pongono l’allarmante questione «se, in mezzo a questa “terza guerra mondiale a pezzetti” che stiamo vivendo, non stiamo andando verso la grande guerra mondiale per l’acqua». E con questa denuncia, rilanciata al workshop sulle risorse idriche organizzato dalla Pontificia accademia delle scienze il 24 febbraio del 2017, il Papa ha fatto anche presente, più volte, che l’accesso all’«acqua potabile è un diritto umano essenziale e una delle questioni cruciali del mondo attuale». Di qui i suoi appelli agli stati, ricordando la drammatica realtà che costituisce una vergogna per l’umanità: mille bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie espressamente collegate all’acqua.

«San Francesco chiama l’acqua “sorella”» ha scritto, poi, il Papa nel messaggio al summit internazionale su acqua e clima, organizzato in Campidoglio nell’ottobre 2018. Chiedendo insistentemente di «trovare vie per preservare questo bene prezioso». E a un ragionamento organico sull’acqua, Francesco ha dedicato una parte specifica dell’enciclica Laudato si’. Le drammatiche statistiche della sete, tra sprechi e ingiustizie, rivelano che la mancanza di acqua porta povertà, malattia e morte. Eppure, sostiene Francesco, in molti paesi in cui la popolazione non ha accesso regolare all’acqua potabile c’è la fornitura di armi. Mentre la corruzione e gli interessi di un’economia che esclude e uccide continuano a prevalere sugli sforzi che, in modo solidale, dovrebbero garantire l’accesso all’acqua. Ed è dunque «prevedibile che il controllo dell’acqua da parte di grandi imprese mondiali si trasformi in una delle principali fonti di conflitto».

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20 settembre 2019

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