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La guerra  che incombe sui bambini

· Secondo l’Onu minacce senza precedenti nella storia ·

Le minacce alle quali le guerre del nostro tempo  espongono i bambini non hanno precedenti nella storia. Lo afferma  il rapporto annuale sui minori nei conflitti armati presentato ieri dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. Dal documento si evince come i piccoli siano vittime di gravi violazioni, tra le quali il loro reclutamento forzato in eserciti e gruppi armati, le violenze sessuali, le uccisioni, le mutilazioni, gli attacchi ricorrenti agli  ospedali e alle scuole. Sotto quest’ultimo aspetto, il rapporto fa riferimento ai principali conflitti in corso, sottolineando che molte scuole sono usate come caserme militari, punti per raccogliere le armi, centri di coordinamento, luoghi di detenzione e per gli interrogatori, posti di osservazione e di attacco.

In Siria dalla fine di febbraio 2013 sono state danneggiate o distrutte 2.445 scuole e 167 persone che vi lavoravano sono state assassinate. Molti bambini sono stati uccisi dalle bombe lanciate nei pressi degli istituti. In alcune aeree i piccoli non frequentano le lezioni da 18 mesi. Migliaia di minori sono stati vittime di attacchi missilistici e aerei e di bombardamenti contro scuole, ospedali e case.

In Afghanistan, nel primo quadrimestre di quest’anno sono stati uccisi 414 bambini, il 27 per cento in più rispetto ai  327 nello stesso periodo del 2012, in un moltiplicarsi di attacchi mirati contro le scuole, dieci delle quali sono state usate per fini militari. La maggior parte delle morti di bambini negli ultimi due anni sono dovute ad attacchi — compresi quelli sferrati da attentatori suicidi —  effettuati da gruppi armati di opposizione con ordigni  esplosivi improvvisati.

Nel nord del Mali,  da febbraio l’86 per cento  degli studenti non ha accesso all’istruzione e 115 scuole sono state danneggiate, bombardate o usate per fini militari.

Sulla questione è intervenuta ieri anche l’Unicef, l’agenzia dell’Onu per l’infanzia, sottolineando che queste violazioni devono finire e che le parti nei conflitti armati devono fare di tutto per garantire la sicurezza dei piccoli e la protezione dei loro diritti.

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25 maggio 2019

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