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La Grecia sotto il peso del debito  chiede l'aiuto internazionale

· Via libera al piano di salvataggio varato dall'Unione europea e dall'Fmi ·

«Siamo in emergenza nazionale». Questa l'ammissione del premier, George Papandreou, di fronte all'improvvisa accelerazione della crisigreca verificatasi ieri a un mese circa dall'annuncio del piano di salvataggio varato dall'Unione europea e dal Fondo monetario internazionale (Fmi). Oggi Atene ha chiesto l'attivazione del meccanismo d'aiuto Ue-Fmi (un prestito di 45 miliardi di euro a un tasso di interesse del 5 per cento) e la Borsa della capitale greca ha fatto registrare un netto rialzo. Ma quello vissuto ieri è stato un vero e proprio giovedì nero, che ha investito anche l'euro sceso ai minimi da quasi un anno.

Il mercato ha vissuto una giornata convulsa per la crescente paura di un default della Grecia e di un rapido contagio degli altri Paesi dell’area euro in difficoltà con i conti. Moody’s ha tagliato il rating sovrano della Grecia da A2 ad A3 e avverte che il Paese resta sotto osservazione per un possibile ulteriore declassamento.

Ma un primo scossone era arrivato in mattinata, quando Eurostat ha rivisto in peggio la stima sul deficit greco: l’ufficio europeo di statistica ha evidenziato che il deficit 2009 della Grecia è stato più elevato del previsto, attestandosi al 13,6 per cento, rispetto al 12,9 notificato a Bruxelles dal Governo di Atene. Per di più, secondo Eurostat, alla luce delle «incertezze» riscontrate in merito ai dati comunicati da Atene, la cifra potrebbe ancora aumentare, con un rialzo per l’anno 2009 tra lo 0,3 e lo 0,5 per cento del pil riguardo al deficit e tra il 5 e il 7 per cento del pil per il debito.

Brusca la reazione sul mercato dei titoli di Stato, dove si è registrata una impennata dei rendimenti dei bond greci a due anni, chiaro segno della crescente percezione del rischio default della Grecia nel breve termine. Ed è schizzato oltre i 600 punti base il premio di rendimento che i titoli di Stato greci decennali devono offrire rispetto al Bund tedesco, mentre è volato a nuovi massimi il rischio sul debito della Grecia, con i credit-default swap (cds) balzati a nuovi record. L’onda si è allungata di nuovo sul Portogallo con i cds che hanno aggiornato i massimi, mentre il quotidiano El Pais avverte che Lisbona sarà la prima vittima del contagio greco.

Già ieri operatori davano ormai per imminente una richiesta di aiuti da parte del Governo di Atene che, stando alle indiscrezioni riportate dalla stampa, starebbe studiando un prestito ponte di circa 8,5 miliardi di euro a cui attingere prima che si attivi il meccanismo degli aiuti garantiti dall'Unione europea e dal Fondo monetario internazionale.

Ma il quadro potrebbe rivelarsi ancora più fosco: Goldman Sachs avverte infatti che, anche con gli aiuti erogati dall’Europa, la Grecia va verso una probabile ristrutturazione del debito, ossia ridurrà o ritarderà i pagamenti dovuti ai sottoscrittori dei suoi titoli di Stato.

Sempre ieri si sono svolte nella capitale nuove manifestazioni di protesta contro le misure di austerità decise dal Governo: si sono pure registrati scontri fra dimostranti e agenti di polizia, a conferma di una situazione sempre più tesa. Per le strade hanno sfilato, in particolare, i dipendenti pubblici, che hanno voluto dare voce alla protesta contro gli eventuali tagli previsti dal piano dell'Ue e dell'Fmi.

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27 maggio 2019

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