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La Grecia impegnata a restare nell’euro

La Grecia farà di tutto per restare nell’euro e il default verrà evitato se verranno adottate immediatamente le misure necessarie. Lo ha dichiarato ieri il ministro delle Finanze ellenico, Evangelos Venizelos, in un discorso al Parlamento.

«Aiuteremo noi stessi e l’eurozona se faremo quello che dobbiamo fare con velocità e responsabilità, perché la Grecia resti per sempre un membro dell’area euro» ha dichiarato il ministro delle Finanze, annunciando che la legge di bilancio verrà sottoposta alla Camera il prossimo 18 novembre e che un piano di riforma fiscale sarà pronto entro il prossimo febbraio. Venizelos ha inoltre dichiarato che verranno varate anche misure a favore della crescita. «Il grande problema è ottenere liquidità dal settore finanziario — ha spiegato —. Ciò ci aiuterà nella nostra battaglia per terminare la recessione, mantenere l’occupazione e tornare a tassi di crescita positivi nel 2013».

E il nuovo Governo greco sembra aver preso molto sul serio la lotta contro l’evasione fiscale. E così il giorno dopo aver minacciato di pubblicare i nomi degli evasori fiscali, le autorità hanno fatto arrestare ieri un uomo d’affari greco per aver evaso 2,3 milioni di euro. E secondo i media, ci saranno ulteriori arresti.

Nel frattempo, si svolgono oggi a Francoforte i primi incontri fra una delegazione di funzionari greci con i rappresentanti dei creditori internazionali e di altri istituti di credito privati per negoziare tempi e modi della ristrutturazione del debito ellenico. Lo scrive il quotidiano greco «Kathimerini». La delegazione greca dovrebbe offrire a una rappresentanza dell’Institute of International Finance un pacchetto che prevede per ogni cento euro di debito un pagamento in contanti tra i dieci e i venti euro e titoli di nuovo debito con scadenza fra i venti e i trent’anni, ai quali dovrebbe essere legato un rendimento del sei per cento. In totale, la Grecia punta — secondo «Kathimerini» — a ristrutturare titoli per 206 miliardi di euro. L’obiettivo del Governo è quello di ridurre entro il 2020 il rapporto debito/pil al 120 per cento rispetto a quota 160 già toccata.

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