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La Grecia
ha scelto Mitsotakis

· ​Affermazione del centrodestra alle elezioni politiche ·

 In Grecia il partito conservatore Nuova democrazia (Nd) vince le elezioni parlamentari con quasi il 40 per cento dei voti, mentre la coalizione di sinistra radicale, Syriza, si attesta come secondo partito con il 31 per cento, confermando pienamente quanto emerso già dai primi exit pool. Il Paese ha quindi deciso di scommettere sul cambiamento proposto da Kyriakos Mitsotakis, leader centrista di Nd, aprendo così le porte a un periodo di riforme che promettono meno tasse, maggiori investimenti privati, salari più alti e meno burocrazia. Con 158 seggi in Parlamento su 300, Mitsotakis potrà governare senza mediazioni, garantendo una maggiore stabilità rispetto agli ultimi esecutivi ellenici, basati su maggioranze più fragili. Mitsotakis ha giurato oggi da nuovo premier e già domani dovrebbe presentare la sua lista dei ministri. Intanto ha già promesso agli elettori di rinegoziare l’avanzo primario richiesto dai creditori per alleggerirlo e usare i fondi così ricavati per tagliare le tasse a partire dal 2020. «Lavorerò duramente per tutti i greci, anche per chi non ci ha votato», ha commentato il nuovo primo ministro, il quale ieri sera ha ricevuto le congratulazioni del premier uscente Alexis Tsipras, che da quanto si apprende sarà presente alla cerimonia per il passaggio di consegne. «Accettiamo il verdetto del popolo», ha detto Tsipras, ammettendo la sconfitta alle elezioni politiche che lui stesso aveva voluto anticipare lo scorso 26 maggio, dopo il clamoroso colpo subito alle Europee dal suo partito, arrivato secondo con dieci punti di distacco rispetto a Nd. «Abbiamo preso decisioni difficili per portare la Grecia dove è oggi e abbiamo pagato un pesante prezzo politico», ha dichiarato il leader uscente, assumendosi pertanto la responsabilità della sconfitta. Syriza, avendo preso il 31,6 per cento, avrà 86 seggi in parlamento. I socialisti di Kinal 7,9 per cento (22); il Kke 5,4 per cento (15); i nazionalisti di Elliniki Lysi 3,8 per cento (10). Rimane invece fuori dal parlamento il partito di estrema destra Alba Dorata.

L’affluenza, che si temeva in calo, è stata del 57,41 per cento, leggermente superiore alle elezioni politiche del 2015. Mitsotakis — oltre alle riforme strutturali — ora dovrà affrontare i numerosi problemi che affliggono ancora la Grecia dopo la fine del programma di aiuti internazionali e anche gli stringenti obiettivi di bilancio costantemente monitorati dai creditori. Con questi risultati, la Grecia ha dunque ridato fiducia al centro destra di Nd, lo stesso partito che era al governo quando esplose la catastrofica crisi finanziaria, diventata poi crisi sociale.

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26 febbraio 2020

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