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La grandezza
dei film “minori”

Auguri mister Francis Ford Coppola, per i suoi ottanta anni e per tutti i film che il suo genio ci ha regalato. Il Padrino e Il Padrino parte II, La conversazione e Apocalypse Now e con questo abbiamo già tutti concentrati negli anni Settanta quattro capolavori, e potremmo continuare, ma voglio indicare tre titoli cosiddetti “minori”, di tre film che il maestro ha realizzato di seguito nel giro di tre anni dal 1986 al 1988: Peggy Sue si è sposata, Giardini di pietra e Tucker.

Al Pacino nei panni di Michael Corleone ne «Il Padrino parte II» (1974)

Qui siamo invece nei “terribili” anni Ottanta, niente a che vedere con il decennio precedente che aveva visto l’avvento di una nuova generazione di grandi registi, tra cui lo stesso Coppola insieme a Scorsese, De Palma, Spielberg, Lucas, Cimino, Friedkin... eppure questi tre film piccoli piccoli non sono soltanto molto belli, ma ci dicono qualcosa di ieri e di oggi, sul paese che Coppola ha amato e raccontato come pochi altri artisti, gli Stati Uniti d’America. Il primo e il terzo ricordano le vecchie commedie di Frank Capra, altro splendido genio italo-americano, e tra i due c’è il pianto dolente, da tragedia greca (Coppola è un autore tragico, vedi la trilogia del Padrino), sulla guerra del Viet-Nam già cantata in Apocalypse now. Coppola canta i valori americani, la famiglia in Peggy Sue si è sposata, gli errori americani, Giardini di pietra, il sogno americano in Tucker, forse il suo film più autobiografico in cui il genio di un imprenditore-sognatore si scontra contro il sistema di potere delle grandi industrie.

Farebbe impressione, farebbe bene proprio agli americani, ritornare a rivedere quel piccolo grande film, oggi nell’era di Trump e dell’isolazionismo. Coppola ha anche annunciato di voler tornare alla regia, e il suo ritorno potrà essere il segno di un risveglio di cui il cinema e la società americana hanno bisogno, visto che lo stesso regista di recente è apparso insoddisfatto dell’attuale produzione cinematografica Usa, affermando che i film degli ultimi anni sembrano essere fatti «con il viagra o con il valium». Massima eccitazione, massima sedazione, due effetti apparentemente opposti ma che comunque producono la stessa conseguenza: stordimento, distrazione, per dirlo con una delle sue più celebri battute, «sono le due facce della stessa ipocrisia». (andrea monda)

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