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La grande fuga da Aleppo

· Almeno settantamila persone hanno abbandonato la città siriana per scampare ai combattimenti ·

«Ho potuto vedere con i miei occhi decine di villaggi nella zona a sud di Aleppo completamente svuotati. Ho visto centinaia di famiglie di sfollati in strada, fuggire a piedi o con ogni mezzo possibile». 

Le parole di Zaidun Zubi, presidente dell’Unione siriana delle organizzazioni per il soccorso umanitario, rendono bene il clima che sta segnando una delle maggiori città siriane. Da oltre 48 ore Aleppo è dilaniata dalle bombe dei raid russi e dall’offensiva di terra delle truppe leali al presidente Al Assad. Almeno 70.000 persone, tra i quali moltissimi anziani, donne e bambini, stanno fuggendo. La battaglia, dicono in molti, è appena cominciata e dal suo esito dipende il futuro dello scacchiere. Il numero degli sfollati — ha sottolineato Zubi — potrà aumentare nei prossimi giorni. E ieri, al confine con il Libano, un raid ha causato quattro morti in un campo profughi.

Di fronte all’escalation, gli Stati Uniti stanno prendendo tempo. Il segretario di Stato John Kerry ha assicurato che Washington lavora per evitare «la totale e completa distruzione della Siria». Kerry ha poi annunciato che Washington cercherà nei prossimi giorni di mettere allo stesso tavolo sauditi, turchi e russi in modo tale da coordinare le azioni e limitare i danni.

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16 ottobre 2019

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