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La grande credente

· All’Angelus della solennità dell’Assunta ·

«La fede è il cuore di tutta la storia di Maria; lei è la credente, la grande credente». Lo ha sottolineato Papa Francesco all’Angelus di sabato 15 agosto, solennità dell’Assunta, concluso con un pensiero rivolto alla popolazione di Tianjin, la città cinese devastata da una serie di esplosioni che hanno provocato numerose vittime. «Assicuro la mia preghiera — ha detto il Pontefice — per coloro che hanno perso la vita e per tutte le persone provate da questa sciagura; il Signore dia sollievo a esse e sostegno a quanti sono impegnati per alleviare le loro sofferenze». Parole che sono state rilanciate significativamente dalla televisione cinese in un servizio particolare dedicato all’Angelus del Papa.

«Assunzione di Maria» (vetrata della chiesa di St Aloysius a Londra)

Nella sua riflessione mariana il Pontefice ha ricordato ai fedeli presenti in piazza San Pietro il cantico del Magnificat, per sottolineare che la Vergine «sa che nella storia pesa la violenza dei prepotenti, l’orgoglio dei ricchi, la tracotanza dei superbi». Tuttavia, ha spiegato, ella «crede e proclama che Dio non lascia soli i suoi figli, umili e poveri, ma li soccorre con misericordia, con premura, rovesciando i potenti dai loro troni, disperdendo gli orgogliosi nelle trame del loro cuore». Questa «è la fede della nostra Madre, questa è la fede di Maria».

Tutto ciò, ha puntualizzato Francesco, «non riguarda solo Maria». Le «grandi cose» a cui allude nel Magnificat «ci toccano profondamente, ci parlano del nostro viaggio nella vita, ci ricordano la meta che ci attende: la casa del Padre». Vista alla luce della Vergine assunta in cielo, la vita «non è un vagabondare senza senso, ma è un pellegrinaggio che, pur con tutte le sue incertezze e sofferenze, ha una meta sicura: la casa di nostro Padre, che ci aspetta con amore».

A questo orizzonte di speranza il Papa ha fatto riferimento anche all’Angelus di domenica 16, dedicato all’Eucaristia. Nel richiamare le parole di Gesù: «Chi mangia questo pane vivrà in eterno», tratte dal Vangelo di Giovanni (6, 58), il Pontefice ha affermato che «vivere in comunione concreta, reale con Gesù su questa terra ci fa già passare dalla morte alla vita». Il cielo, infatti, «incomincia proprio in questa comunione con Gesù». Anche per questo Francesco ha voluto puntualizzare che «l’Eucaristia non è una preghiera privata o una bella esperienza spirituale, non è una semplice commemorazione di ciò che Gesù ha fatto nell’ultima cena». È piuttosto un “memoriale”, ossia «un gesto che attualizza e rende presente l’evento della morte e risurrezione di Gesù: il pane è realmente il suo corpo donato per noi, il vino è realmente il suo sangue versato per noi».

L'Angelus dell'Assunta

L'Angelus di domenica 16 agosto 

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13 novembre 2019

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