Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

La Giunta militare in Egitto vara la Costituzione provvisoria

· Confermate le legislative a settembre e le presidenziali due mesi dopo ·

A cinquanta giorni dalle dimissioni del presidente della Repubblica, dallo scioglimento del Parlamento e dalla sospensione della validità della Costituzione, i militari egiziani che hanno preso temporaneamente il potere hanno diffuso ieri la loro Dichiarazione costituzionale, per confermare le elezioni di Camera (Assemblea del popolo) e Senato (Consiglio della shura) in settembre, e quelle presidenziali uno-due mesi dopo. L’indicazione prolunga leggermente il termine di sei mesi che il Consiglio supremo delle forze armate aveva annunciato dover essere il periodo entro il quale avrebbe ceduto il controllo del Paese a civili eletti dal popolo. Ma le forze che hanno contribuito alla rivolta del 25 gennaio, che hanno mandato via Hosni Mubarak e hanno tentato di far crollare per intero il vecchio regime — che per molti aspetti è ancora in piedi soprattutto negli apparati statali — non sono soddisfatte. Continuano a ripetere che per fare elezioni veramente democratiche e che non favoriscano gli unici gruppi già organizzati politicamente — i residui del vecchio partito di Mubarak, il Partito nazionale democratico, e i Fratelli musulmani — sarebbe necessario un periodo più lungo e soprattutto una nuova Costituzione, che non sia quella emendata, presentata ieri dai militari. Per iniziativa del vice primo ministro egiziano, Yehia El Gamal, si è anche tenuta ieri la prima seduta del «dialogo nazionale», un’iniziativa alla quale sono state invitate tutte le forze politiche, compresi i giovani che parteciparono alla rivolta del 25 gennaio, dedicata al tema «Verso un nuovo decennio sociale», con l’obiettivo di verificare quanto le forze di Governo possano confrontarsi con il Paese reale e trarne indicazioni di politica economica e sociale.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 ottobre 2018

NOTIZIE CORRELATE