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​La gioia come responsabilità

· ​Convegno internazionale al termine dell’anno della vita consacrata ·

Portatori di gioia nel mondo, strumenti di fraternità e protagonisti di una spiritualità di comunione. Così il cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, ha sintetizzato il ruolo dei consacrati nella società contemporanea. 

Il porporato ha parlato ai circa quattromila partecipanti all’incontro internazionale che dal 28 febbraio al 2 febbraio conclude a Roma e in Vaticano l’anno della vita consacrata. Dopo la veglia di preghiera — presieduta, nella serata di giovedì 28 nella basilica di San Pietro, dall’arcivescovo José Rodríguez Carballo, segretario della congregazione — l’intervento del cardinale ha aperto, nella mattina di venerdì 29, i lavori del convegno dedicato al tema «Vita consacrata in comunione. Il fondamento comune nella diversità delle forme».

La mattinata del 29 è stata caratterizzata dall’ampia e acuta relazione del gesuita Christoph Theobald. Il teologo ha riflettuto sul «fondamento comune che abita, cioè l’“energia” segreta che anima, la diversità delle forme di vita consacrata», cioè l’«azione di Dio» che chiama a una sequela «ravvicinata», «giorno per giorno», a una conformazione a Cristo nella sua vita contemplativa e attiva, al servizio che nell’umiltà dia risposte alle attese della società contemporanea. 

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21 settembre 2019

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