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La Germania stringe la cinghia

· Manovra da ottanta miliardi con tagli al settore pubblico ·

Una manovra finanziaria da ottanta miliardi di euro fino al 2014: la Germania, dunque, ha gettato ieri le basi del più grande pacchetto di tagli della sua storia. Nell'annunciare il piano, il cancelliere Angela Merkel ha detto: «Sono tempi difficili e seri, non possiamo permetterci tutto quello che desideriamo, se vogliamo dar forma al futuro». Quindi ha aggiunto che la Germania, in quanto prima economia di Eurolandia, deve fare anche «da esempio» per il resto d'Europa.

I tagli interesseranno, in particolare, gli impiegati pubblici, le famiglie e i disoccupati. E, al riguardo, non si è fatta attendere la reazione della confederazione sindacale Dgb e del sindacato dei servizi verdi, che hanno subito convocato, per il 12 giugno, una manifestazione di protesta a Stoccarda.

Berlino, intanto, prosegue per la sua strada. Del resto, rilevano gli analisti, la Germania è costretta a tagliare la spesa se vuole riportare il deficit sotto il tre per cento del pil entro il 2013, come promesso dal Governo, e poi rispettare il nuovo tetto antideficit iscritto nella Costituzione (dal 2016 il deficit tedesco non potrà superare lo 0,35 per cento del pil).

In sostanza Berlino punta a risparmiare oltre 81 miliardi di euro in quattro anni (11,2 miliardi nel 2011, 19,1 nel 2012, 23,7 nel 2013, 27,6 nel 2014) attraverso una serie di provvedimenti. Anzitutto verranno cancellati tra i diecimila e i quindicimila posti nella pubblica amministrazione e sarà bloccato l'aumento della tredicesima che sarebbe scattato nel 2011. Le due misure combinate dovrebbero assicurare risparmi annui per ottocento milioni. Si prevede poi una riduzione dell'organico per le forze armate. I soldati della Bundeswehr passeranno da 250.000 a 210.000. Almeno per ora resta in vigore il servizio militare obbligatorio. Tagli anche nel settore sociale. Il contributo per i genitori che prendono una pausa dal lavoro per stare accanto ai neonati verrà ridotto, mentre scomparirà del tutto per i disoccupati, i quali si vedranno cancellata anche l'assicurazione pensionistica.

All'orizzonte due nuove tasse. La prima riguarda il settore aereo, e colpirà dal 2011 i paseggeri in partenza da uno scalo tedesco. La seconda investe le società energetiche: Berlino vuole rinviare lo spegnimento di 17 centrali nucleari oltre la data del 2021. In cambio, i gestori delle centrali dovranno versare una tassa che porterà ogni anno nelle casse federali 2,3 miliardi.

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23 agosto 2019

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