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La fuga delle famiglie di Haiti

«Il dramma socio-politico di molti Paesi, compreso il nostro, è simile per molti aspetti a quello del Paese di Gesù. Il tragico destino del nostro popolo è segnato da situazioni di grande sofferenza e di conflitto che comportano un pesante impatto sulla vita di ogni haitiano e sull’insieme della nazione, rendendo sempre difficile la nostra convivenza come popolo»: così hanno scritto i vescovi di Haiti nel loro messaggio per il Natale 2013. «Ancora oggi continuiamo a creare situazioni di diffidenza e di esclusione che paralizzano il nostro presente, minacciano il nostro futuro e concorrono ad alienare le nostre relazioni con Dio, con noi stessi, con il prossimo e con l’ambiente». Gli esempi fatti nella nota sono uno specchio fedele della situazione sociale: «l’infinita lotta fratricida per il potere; la mancanza di rispetto per gli altri e per le leggi; la critica negativa e distruttiva; il degrado morale; la cattiva gestione amministrativa e la corruzione; la polarizzazione politica, che causa la paralisi; la crescente intolleranza; il divario sempre più grande tra ricchi e poveri». Come la Sacra Famiglia, anche «molte famiglie haitiane continuano a fuggire rischiando la vita».

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