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La fraternità
è la nuova frontiera
del cristianesimo

· In una lettera alla Pontificia accademia per la vita il Papa invoca un umanesimo solidale tra le persone e i popoli ·

«La forza della fraternità» è «la nuova frontiera del cristianesimo». Lo afferma Papa Francesco in una lettera inviata al presidente della Pontificia accademia per la vita, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, in occasione del venticinquesimo anniversario della nascita dell’istituzione, fondata da Giovanni Paolo II l’11 febbraio 1994 con il motuproprio Vitae mysterium.

James Crabb, «Brotherhood»

«Dobbiamo riconoscere — scrive in proposito il Pontefice — che la fraternità rimane la promessa mancata della modernità». Appare infatti «molto indebolito» il suo «respiro universale», che «cresce nel reciproco affidamento, all’interno della cittadinanza moderna, come fra i popoli e le nazioni». Da qui l’invito a «rilanciare una nuova visione per un umanesimo fraterno e solidale dei singoli e dei popoli», rimettendo «in primo piano» la «fraternità universale», che «può essere considerata come un vero e proprio tesoro nascosto, in vista del riassetto comunitario delle politiche sociali e dei diritti umani, di cui oggi si sente forte necessità».

Francesco riconosce che oggi «la soglia del rispetto fondamentale della vita umana è violata in modi brutali non solo da comportamenti individuali, ma anche dagli effetti di scelte e di assetti strutturali». Sul banco degli imputati, in particolare, la ricerca del profitto e il progresso delle tecnologie, che condizionano lo sviluppo della ricerca biomedica e la stessa qualità dei legami tra le persone. «In questo momento della storia — denuncia il Papa — la passione per l’umano, per l’intera umanità, è in grave difficoltà» a causa del diffondersi di «una vera e propria cultura — anzi, sarebbe meglio dire di un’anti-cultura — dell’indifferenza per la comunità: ostile agli uomini e alle donne e alleata con la prepotenza del denaro».

A partire da questa situazione «il popolo cristiano, raccogliendo il grido delle sofferenze dei popoli, deve reagire agli spiriti negativi che fomentano la divisione, l’indifferenza, l’ostilità». Per il Pontefice «la riabilitazione della creatura di Dio alla lieta speranza della sua destinazione deve diventare la passione dominante del nostro annuncio» per dar vita a «una nuova prospettiva etica universale, attenta ai temi del creato e della vita umana».

Il testo della Lettera

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21 settembre 2019

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