Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

La fraternità cuore del Vangelo

· Intervista al vescovo di Cesena-Sarsina ·

Una diocesi dal grande cuore che si sta aprendo agli altri, agli ultimi della società, per raggiungere i più lontani e quelli che sono indifferenti riguardo alla fede. Una città che nonostante i contraccolpi della crisi sta cercando di recuperare il terreno perduto per proseguire nella sua vocazione di eccellenza in molti ambiti, come il turismo, l’agricoltura, il distretto manifatturiero. Ecco la realtà che Papa Francesco incontrerà a Cesena, dove trascorrerà le prime ore della mattinata di domenica 1 ottobre, prima di raggiungere Bologna. Ne parla in questa intervista all’Osservatore Romano il vescovo di Cesena-Sarsina, monsignor Douglas Rigattieri, alla vigilia della visita, che si svolge in occasione del terzo centenario della nascita di Papa Pio VI.

Quale realtà ecclesiale troverà il Papa?

Antonio Canova e Adamo Tadolini«Pio VI orante» (basilica di San Pietro)

Il Papa giungerà in città, a Cesena, e visiterà una comunità cristiana che si è messa in cammino, dopo la pausa estiva, dedicando il nuovo anno pastorale al tema delle relazioni e dell’affettività. Relazioni che ci piacerebbero sempre più fraterne, cordiali, calde, sincere e generose. Da come ci vogliamo bene, infatti, e da come costruiamo comunità unite e accoglienti, sapremo dare ragione agli altri della speranza che è in noi. Lo dico sempre a me stesso e anche agli altri: la stragrande maggioranza delle persone, e dei giovani in particolare, non si interessa né di Dio né della Chiesa né della propria formazione spirituale. Impostare il cammino pastorale rafforzando le relazioni fraterne significa andare al cuore del messaggio evangelico: e su questo punto credo che possiamo intercettare i tanti che sono “lontani” dalla fede e dalla Chiesa.

Come vi siete preparati ad accogliere Papa Francesco?

Dal 12 aprile scorso, giorno in cui ho comunicato alla diocesi la bella notizia della venuta del Papa, è iniziato un intenso cammino di riflessione e di preghiera. Tre momenti diocesani hanno scandito la preparazione spirituale della comunità: la catechesi di monsignor Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, su «Una Chiesa in uscita è una Chiesa con le porte aperte»; quella di monsignor Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, dedicata alla frase di Francesco «Come vorrei una Chiesa povera per i poveri»; la veglia di preghiera presso la basilica mariana del Monte, sulla scia di quanto la comunità cristiana di Gerusalemme fece quando una preghiera saliva incessantemente per Pietro.

Quali saranno i momenti principali della visita?

L’incontro con il Papa sarà sicuramente una festa. È il padre che viene a trovarci. Sarà festa per la comunità civile e per la comunità ecclesiale. Il Papa sosterà in due luoghi simbolo: per la città in piazza del Popolo e per la diocesi in cattedrale. Alle 8 atterrerà con l’elicottero all’ippodromo e percorrerà sulla papamobile il tragitto transennato fino a piazza del Popolo, dove rivolgerà la sua parola alla popolazione. Quindi, riprendendo la papamobile, percorrerà via Zeffirino Re fermandosi davanti al palazzo del Ridotto, dove il sindaco della città scoprirà la targa con la nuova intitolazione largo Pio VI. Il Papa proseguirà verso la cattedrale. In piazza Giovanni Paolo II sarà accolto dai canti dei ragazzi e dei giovani. Entrato in cattedrale, sosterà in adorazione eucaristica alla cappella della Madonna del Popolo, saluterà gli ammalati ivi radunati e si dirigerà in presbiterio. Qui, ricevuto il saluto del vescovo, parlerà alla comunità ecclesiale rappresentata dai presbiteri, diaconi, religiosi, consacrati, operatori pastorali e fedeli laici. Privatamente si recherà nel cortile del vescovado per benedire la casa famiglia ospitata in episcopio. Rientrato in cattedrale, saluterà i presenti e, ripresa la papamobile, si dirigerà verso l’ippodromo, dove lo attenderà l’elicottero che lo porterà a Bologna.

In che direzione si sviluppa oggi l’impegno della comunità per gli ultimi?

La nostra Caritas diocesana si sta muovendo con generosità, grazie anche alla sensibilizzazione di tanti volontari che, a livello periferico, nelle parrocchie, nelle unità e zone pastorali — abbiamo costituto le diaconie della carità, guidate da un diacono permanente — si impegnano per l’accoglienza. Come strutture, la diocesi ha messo a disposizione spazi che accolgono migranti e profughi: le case di sant’Anna, di san Giuseppe, di Emanuel a Martorano e a Bagnile. Non meno significativa è l’intensa collaborazione di molte Caritas parrocchiali con le istituzioni civili — comuni e associazioni di volontariato — per la prima accoglienza, in strutture private, dei profughi. La mensa quotidiana per i poveri e il centro di ascolto della Caritas sono realtà molto belle che esprimono la generosità della comunità diocesana.

Come è organizzata la pastorale del turismo?

La diocesi si distende per 1500 chilometri quadrati. Va dal monte Fumaiolo fino al mare di Cesenatico. Il territorio è molto vario: monti, colline, pianura e mare. Offre notevoli possibilità di incontro con l’arte — come testimonia la città con i suoi monumenti e le sue chiese — e con gli spazi per il riposo e lo svago e anche per il benessere fisico, come le terme di Bagno di Romagna. Lo sforzo è di offrire ai turisti, come comunità cristiana, servizi religiosi qualificati e continuativi. Cito solo, a mo’ di esempio, gli incontri su tematiche spirituali e culturali nella parrocchia di San Giacomo a Cesenatico. Non meno significative sono le feste religiose, numerose e ben preparate, che costellano i mesi estivi: l’Assunta a Bagno di Romagna, san Vicinio a Sarsina, la festa della Madonna del Monte in Città, il 15 agosto, e la processione in mare con la statua della Madonna a Cesenatico.

Esiste un’urgenza sociale per la crisi economica?

Il tessuto sociale risente della crisi. Tuttavia aziende molto consolidate e ben radicate sul territorio e note in Italia e all’estero continuano a essere, per tante famiglie, fonte di sussistenza sicura. Il settore agricolo della frutta, antica vocazione cesenate e una volta molto fiorente, ha risentito molto della crisi economica. La generosità e la creatività dell’animo romagnolo sa, tuttavia, affrontare con positività una crisi che sembra non finire.

Nella Chiesa locale è ancora viva la memoria di Pio VI?

I luoghi legati al ricordo di Pio VI sono ben visibili e ben conservati in città. La statua di Pio VI che campeggia sul palazzo del Ridotto ne è un esempio e costituisce un punto di riferimento per il ritrovo cittadino. Ma anche le chiese e altri luoghi conservano la memoria del grande Papa: una bella lapide in cattedrale ricorda l’atto della incoronazione della Madonna che egli compì di ritorno da Vienna il 3 giugno 1782. Credo che sia stata apprezzata la proposta della diocesi di intitolare a lui lo spazio antistante la statua bronzea: largo Pio VI. Le celebrazioni dei trecento anni dalla sua nascita — ragione per cui il Papa sarà tra di noi — si concluderanno il prossimo 16 dicembre con una giornata di studio a lui dedicata.

di Nicola Gori

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE