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La Francia in silenzio
per le vittime della strage di Nizza

· Alla cerimonia nei pressi della Promenade des Anglais tanta emozione ma anche proteste nei confronti dei politici ·

La Francia si è fermata a mezzogiorno per il minuto di silenzio in omaggio alle vittime del massacro del 14 luglio a Nizza. Oggi è il terzoi e ultimo dei tre giorni di lutto nazionale con le bandiere a mezz'asta e la Tour Eiffel illuminata con il tricolore. E quindicimila persone si sono riunite per la cerimonia organizzata nei pressi del Monument du Centenaire, a pochi passi dalla Promenade des Anglais. 

Una bambina depone una rosa sul luogo della strage (Ansa)

Ci sono stati lunghi applausi per i vigili del fuoco, gli uomini della Croce Rossa e della polizia municipale, che in quella tragica notte hanno avuto un ruolo fondamentale nel soccorrere le persone. Non si può dire ci sia stata altrettanta accoglienza per i politici, che sono stati anzi contestati da alcuni gruppi di persone. Le proteste più accese sono state fatte da un gruppo di tifosi del Nizza. Era presente il primo ministro Manuel Valls - principale oggetto della contestazione prima e dopo il minuto di silenzio — con il ministro della Salute, Marisol Touraine, e il sottosegretario di Stato all’aiuto delle vittime, Juliette Méadel. Tributi analoghi si sono tenuti presso il ministero dell’Interno e l’Assemblea Nazionale a Parigi, a Strasburgo, a Bordeaux e a Rennes. Il presidente Hollande, che dopo aver visitato la città in Costa Azzurra all’indomani della carneficina ha scelto di mantenere un basso profilo, è rimasto nella capitale dove ha partecipato alla celebrazione nella sede ministeriale. Sul fronte delle indagini, il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, spiega che i legami tra l’attentatore di Nizza, Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, e le reti terroriste al momento «non sono stati comprovati dall’inchiesta». Cazeneuve afferma che «non si può escludere che un individuo squilibrato e molto violento, come sembra la persone in questione, si sia in un momento, in una rapida radicalizzazione, lanciato in questo crimine assolutamente spaventoso».

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