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La forza del contagio

· Il vescovo di Daejeon parla dell’incontro del Papa con i giovani asiatici ·

Quando fu indetta la VI giornata della gioventù asiatica, da celebrarsi nella Corea del Sud dal 14 al 18 agosto di quest'anno, gli organizzatori iniziarono il lavoro preparatorio ipotizzando al massimo la partecipazione di cinque-sei mila giovani. Effettivamente a tanto erano arrivate le iscrizioni sino al giorno in cui si diffuse la notizia che all'evento avrebbe partecipato Papa Francesco. Da quel momento sono schizzate verso l'alto e ad oggi si parla di circa 90 mila richieste di partecipazione. 

«È un altro miracolo dovuto all'intercessione della Vergine — dice al nostro giornale monsignor Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon, la diocesi coreana che ospiterà l'incontro di Papa Francesco con i giovani asiatici —. Ne è convinto anche il Pontefice. Quando ad aprile venni a Roma, gli confessai di credere fermamente nell'intervento della Madonna e lui mi confermò nella certezza: “I miracoli, disse esplicitamente, avvengono. E avvengono ancora. Dobbiamo essere capaci di coglierne il segno”. E non è stato forse un miracolo a consentire l'arrivo del Vangelo in Corea nel XVII secolo addirittura dalla Cina e per opera di alcuni laici? E ancora non è stato un miracolo se i primi a convertirsi nel nostro Paese erano uomini di cultura laici, con le loro famiglie»?

I giovani sono il futuro della Chiesa. Un'affermazione che si continua a ripetere da anni. Come leggerla nella vicenda coreana?

Io credo si debba partire da una considerazione sul ruolo dei laici nella vita della Chiesa. Per la Corea del Sud, come è noto, la questione laici affonda le radici addirittura nelle sue origini. I laici sono stati i veri protagonisti della storia della Chiesa in Corea. Ma è necessario che questo loro essere protagonisti continui e si perpetui nel tempo.

E cosa pensa che possa scaturire nel cuore dei giovani dall'incontro col Papa?

Mi aspetto l'esplosione di un vulcano.

Ci può spiegare meglio?

Voglio dire che mi aspetto che in questa giornata fioriscano mille vocazioni sacerdotali, mille vocazioni di giovani ragazze alla vita consacrata, mille vocazioni missionarie, mille vocazioni al diaconato permanente. L'incontro con Gesù cambia la vita. Io spero che in queste giornate di grazia siano in tanti ad incontrare Gesù. Capiranno così, i nostri giovani, che se anche nel continente asiatico fanno parte di una piccola minoranza, essi appartengono ad una grande famiglia universale, la famiglia di Cristo il cui cuore è il cuore del mondo. 

Mario Ponzi

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15 settembre 2019

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