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La formazione
non si fa a tavolino

· Ai catechisti filippini l’arcivescovo Rino Fisichella parla di comunione e rinnovamento ·

Un’esortazione «a passare dal ruolo alla missione» è stata rivolta dall’arcivescovo Rino Fisichella ai catechisti delle Filippine in occasione della presentazione ufficiale della neocostituita associazione nazionale (Nac-Phil) che riunisce quanti si occupano di catechesi nel paese asiatico.

Il logo dell’assemblea nazionale  dei catechisti filippini svoltasi  nei giorni scorsi  a Manila

Il presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione si è recato nei giorni scorsi a Manila su invito del vescovo Robert C. Mallari, che in seno alla Conferenza episcopale filippina presiede la commissione per la catechesi e l’educazione cattolica. «Spesso il servizio che svolgiamo — ha detto monsignor Fisichella celebrando la messa nella capitale — ci porta a identificare maggiormente noi stessi nel ruolo che viene svolto nella società». Per i catechisti infatti, ha avvertito, «non è lontana la tentazione di vedere in questo ruolo un lavoro che richiede una ricompensa». Mentre al contrario «non è così per chi scopre che ha una missione da compiere. Il ruolo ha degli orari; la missione richiede la donazione di tutta la vita». Del resto, ha commentato il presule, «quando Dio entra nella vita delle persone, non c’è alternativa davanti alla sua rivelazione; quando Dio parla è richiesta la fede come risposta adeguata e coerente». E «la fede è accoglienza della missione che egli affida a ciascuno di noi».

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