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La figlia maggiore della Chiesa

«La Francia è la figlia maggiore della Chiesa... ma non quella più fedele!». Da queste parole di Papa Francesco — che rispondeva a «La Croix» in un’intervista del 2016 — prende spunto il recente libro La France dans la pensée des papes (Paris, Cerf, 2018, pagine 192, euro 16) di Martin Dumont, storico e segretario generale dell’Institut de recherche pour l’étude des religions di Parigi. Nel volume l’autore ripercorre la storia dei rapporti, a dir poco passionali, tra la Francia e la Chiesa dalla Rivoluzione del 1789 fino ai giorni nostri. Una storia fatta di aspri conflitti e di riconciliazioni: le parole del Pontefice infatti, come sottolinea Dumont nell’introduzione, riassumono perfettamente il contesto degli interventi papali a partire dalla Rivoluzione, «percepita e vissuta come la rottura del legame che unisce un regno al Capo della cristianità». Da allora — chiosa lo storico — i diversi pontefici «non hanno mai smesso di richiamare ai suoi doveri questa figlia maggiore della Chiesa, erede di un ricchissimo passato».
Nell’ambito delle relazioni attuali tra la Francia e la Santa Sede, nel pomeriggio del 25 maggio, a Roma presso l’ambasciata di Francia presso la Santa Sede, l’ambasciatore Philippe Zeller conferisce trentatré borse di studio ad altrettanti studenti delle pontificie università di Roma. I vincitori provengono dai cinque continenti e da più di venti paesi. Alla cerimonia partecipa anche il segretario per i Rapporti con gli stati, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher.

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21 giugno 2018

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