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La festa del lavoro  al tempo della crisi globale

Può sembrare un'ironia festeggiare il primo maggio, la festa del lavoro, proprio quando il mondo intero si trova ad affrontare una crisi occupazionale senza precedenti. I dati fanno cogliere soltanto la superficie del problema. Nel mese di marzo la disoccupazione nell'area euro è rimasta inchiodata al dieci per cento, lo stesso livello del mese precedente. Il massimo dall'agosto del 1998. Si tratta in tutto di quasi sedici milioni di persone. Ad arginare l'aumento è stato il buon risultato della Germania, il cui tasso è sceso dal 7,4 al 7,3 per cento. In Italia il tasso di disoccupazione a marzo è schizzato all’8,8, rispetto all’8,6 per cento di febbraio. Secondo l'Istat, si tratta del dato peggiore dal secondo trimestre 2002. A marzo il tasso di disoccupazione è aumentato dello 0,2 per cento su base mensile e dell’uno su base annua. In un anno, ovvero da marzo 2009 a marzo 2010, il numero di occupati in Italia è diminuito di 367.000 unità.

Critica la situazione anche in Giappone, dove su base mensile il dato è cresciuto dello 0,1 per cento, portandosi al cinque per cento. Il numero complessivo dei senza lavoro si è portato a quota 3,5 milioni, in rialzo di 150.000 unità rispetto all’anno precedente. Il rapporto tra offerta e richiesta di lavoro è salito a 0,49 (da 0,47 di febbraio), secondo la rilevazione del ministero del Welfare: questo significa che ci sono 49 posti di lavoro disponibili per ogni 100 domande. Il dato si è portato agli stessi livelli di marzo dello scorso anno.

In occasione della festa del lavoro il Movimento Lavoratori dell'Azione Cattolica (Mlac) ha presentato il documento «Meno finanza più lavoro», lanciando un messaggio alle istituzioni: i giovani come emergenza per il mondo degli adulti, la legalità nel lavoro e lo sviluppo del Paese. «Quest'anno il primo maggio assume significati importanti perché coincide con una fase molto critica per il mondo del lavoro a causa della crisi», ha detto Cristiano Nervegna, segretario nazionale del Mlac. «In questo contesto presentiamo un documento sul lavoro, condiviso dalla Presidenza Nazionale dell'Azione Cattolica, frutto di una lunga e approfondita riflessione, figlia anche delle esperienze vissute sul campo, tra i lavoratori che cercano con caparbietà di rimanere a galla nella tempesta della crisi». Con tale iniziativa — ha aggiunto Nervegna — «si vuole indicare una strada da percorrere per contribuire ad assicurare un futuro dignitoso al lavoro».

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17 agosto 2019

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