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La festa dei santi Gioacchino e Anna

· Celebrata in Vaticano ·

Centralità della famiglia ed emergenza educativa sono gli aspetti emergenti dell'attualità del messaggio, che ancora oggi, Anna e Gioacchino, i santi genitori della Vergine Maria, trasmettono al mondo contemporaneo. Lo hanno ricordato i cardinali Angelo Comastri, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano, e Antonio Cañizares Llovera, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, nel celebrare solennemente la ricorrenza della loro festa, lunedì 26 lugli0, in unione con la comunità della parrocchia di Sant'Anna, nella Città del Vaticano.

Al mattino la messa è stata presieduta dal cardinale Comastri. Erano presenti, oltre al parroco padre Bruno Silvestrini e alla comunità agostiniana che cura la pastorale della parrocchia pontificia, numerosi fedeli. Durante l'omelia il porporato ha proposto una riflessione sull'importanza della famiglia nelle sue diverse componenti, e sulle sfide che essa deve affrontare in una società come quella attuale, segnata da continui attacchi contro l'istituto familiare e da messaggi che tentano di svuotarne il significato stesso.

Ha poi ricordato l'impegno di Giovanni Paolo II in difesa della famiglia. In particolare ha riproposto il discorso del 6 novembre 1994 davanti alla Madonna delle Lacrime a Siracusa, quando disse che «alla Vergine Maria non restava che il messaggio delle lacrime per farci capire le persecuzioni a cui sarebbe andata incontro la famiglia». Nel 1975 «anche un grande poeta come Montale — ha ricordato ancora — mentre faceva la commemorazione dell'esplosione delle bombe atomiche a Hiroshima e a Nagasaki, disse che stava per esplodere una bomba atomica nelle famiglie, e che avrebbe fatto più vittime di quelle esplose in Giappone». Il porporato ha poi citato Madre Teresa di Calcutta la quale, appresa la notizia del disastro causato dal crollo di un palazzo, disse testualmente «Quando crolla una famiglia i danni sono maggiori».

Quindi il porporato ha parlato dell'incontro avuto con il figlio sacerdote dei beati coniugi Beltrame Quattrocchi, don Tarcisio, il quale gli confidò di aver imparato a vivere proprio guardando i suoi genitori. «Per avere una famiglia felice — ha concluso — non conta tanto avere denaro» quanto piuttosto avere vicino delle persone vere.

All'inizio della celebrazione il cardinale aveva letto una supplica da lui stesso composta per chiedere la protezione per i genitori impegnati nell'educazione dei figli, per le mamme in difficoltà, per le coppie che vivono momenti di disagio, per i figli alle prese con un mondo caotico e per i nonni, i quali hanno un ruolo fondamentale nell'educazione dei giovani.

Sui nonni si è concentrata la preghiera a sant'Anna guidata nel pomeriggio dal cardinale Cañizares Llovera. È stato chiesto che i nonni possano offrire la testimonianza di una vita esemplare nella loro insostituibile opera morale e spirituale accanto ai nipoti. Nella sua omelia il porporato ha poi sottolineato la centralità della famiglia nella società odierna così come nella vita stessa della Chiesa. «La Chiesa — ha detto in proposito — fa notare sempre di più che Gesù ha vissuto la sua vita in una famiglia, assumendo pienamente la condizione umana». Per questo i credenti hanno il dovere di proteggere e di tutelare la famiglia, definita dai Pontefici cellula fondamentale della società e della vita, e di adoperarsi perché essa possa svolgere sino in fondo la sua opera educativa. Non è difficile immaginare Gioacchino e Anna, ha aggiunto il cardinale, svolgere quel ruolo educativo che oggi è reso quasi impossibile dalla frenesia della vita quotidiana, dalla disgregazione di molte famiglie, dalla scelta di esperienze virtuali piuttosto che derivate da contatti interpersonali. Per questo ha esortato a riscoprire gli affetti veri e a «dedicare più tempo alla missione educativa». Alla celebrazione pomeridiana erano presenti tra gli altri l'arcivescovo Domenico Calcagno, il vescovo Gianfranco Girotti e il direttore del nostro giornale. La giornata celebrativa era stata inaugurata dal parroco padre Silvestrini il quale aveva riproposto l'esemplarità di sant'Anna nel superare tutte le difficoltà e i problemi che quotidianamente si frappongono alla missione di una madre, senza rinunciare a trasmettere ai figli i valori della fede.

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