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Dadaab rimane in funzione

· Nairobi rinvia di sei mesi la chiusura del più grande campo profughi del mondo ·

Il Kenya ha deciso di rinviare di sei mesi la chiusura del campo profughi di Dadaab, il più grande del mondo, che ospita tra le 300.000 e le 400.000 persone, fuggite dai conflitti presenti in Africa orientale, in gran parte somali, in una zona semiarida a 100 chilometri dalla frontiera con la Somalia.

Il campo profughi di Dadaab (Afp)

Il ministro dell’interno keniota, Joseph Nkaissery, ha detto nei giorni scorsi che la decisione è stata presa per rispondere a una richiesta da parte dell’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) di ritardare lo smantellamento del campo, originariamente previsto per la fine del mese.

Frattanto proseguiranno le operazioni di rimpatrio dei profughi che, secondo Nkaissery, saranno effettuate «in modo umano, sicuro e dignitoso». Il Kenya, che nel 2011 ha inviato un contingente militare in Somalia nel quadro della missione decisa dall’Unione africana a sostegno del governo di Mogadiscio contro il gruppo jihadista di Al Shabaab, ha subito in questi anni ripetuti e sanguinosi attacchi terroristici sul suo territorio. Secondo le autorità di Nairobi proprio a Dadaab — il campo circonda le città di Hagadera, Dagahakley e Kambios — i fondamentalisti effettuerebbero opera di reclutamento e di addestramento. Inoltre i terroristi legati ad Al Qaeda sarebbero riusciti a nascondere armi nel campo profughi che copre una superficie totale di circa 50 chilometri quadrati. A partire dal 2015, è diventato di fatto la quarta città più abitata del Kenya.

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