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La fede che sana le ferite

· Messaggio del Patriarca Bartolomeo al popolo ucraino ·

Un appello alla concordia e all’unità del popolo e dei dei fedeli ortodossi in Ucraina è stato lanciato dal patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo. L’occasione è stata la celebrazione dei riti della domenica delle Palme, in cui il ricordo dell’entrata trionfale di Cristo a Gerusalemme, ha sottolineato Bartolomeo, «preannuncia il trionfo dell’amore sull’odio, della verità sulla menzogna e della vita oltre la morte».

Il patriarca ortodosso ricorda, innanzitutto, come «la Santa madre e grande Chiesa di Cristo di Costantinopoli guarda alla gente della nazione Ucraina come ai suoi preziosi figli e figlie, nati dalle acque battesimali del fiume Dnepr». Proprio per questo, la sede di Costantinopoli è ben consapevole delle «difficili sfide che il popolo ucraino si trova oggi ad affrontare», così come «riconosce le profonde cicatrici e le ferite aperte dall’Holodomor», dalle «guerre mondiali del XX secolo» e dalla «pressione subita in decenni di tirannia totalitaria». Tuttavia, proprio la celebrazione dell’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme è l’occasione propizia «per esortare tutti i pii ortodossi cristiani di Ucraina a mantenere l’unità dello spirito nel vincolo della pace». Anche perché «crediamo che la buona volontà del popolo ucraino riuscirà a portare guarigione e definitiva riconciliazione». Lo sguardo del patriarca ecumenico non si riferisce alle sole vicende politiche. «Per quanto riguarda le durature controversie ecclesiastiche», Bartolomeo pone grandi speranze nel Concilio panortodosso convocato per il 2016. «È nostra sincera speranza e preghiera che, da quel momento, tutte le divisioni possono essere guarite per il bene dell’unità del popolo ucraino».

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13 dicembre 2019

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