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La famiglia umana
si costruisce senza escludere
o respingere

· Concluso il viaggio del Papa in Africa ·

Si è concluso il viaggio di Papa Francesco in Africa. L’aereo con a bordo il Pontefice è decollato martedì 10 settembre, alle 9.40 ora locale, dalla capitale malgascia Antananarivo alla volta di Ciampino, dove l’arrivo è previsto intorno alle 19.

L’ultimo appuntamento pubblico della visita papale — l’incontro di lunedì pomeriggio con le autorità politiche, diplomatiche e civili di Mauritius nel palazzo presidenziale a Port Louis — ha offerto a Francesco l’occasione per ritornare su alcuni temi chiave emersi con forza anche nei discorsi pronunciati in Mozambico e in Madagascar. A cominciare dall’urgenza di «raggiungere una pace stabile» ricomponendo le differenze e le diversità in «un processo di riconciliazione» capace di «costruire una fraternità attenta al bene comune». Questa, ha ricordato alla classe dirigente del Paese, «è base e opportunità per la costruzione di un’effettiva comunione all’interno della grande famiglia umana senza la necessità di emarginare, escludere o respingere».

In proposito il Papa ha fatto esplicito riferimento alla questione migratoria, richiamando le vicende storiche del popolo di Mauritius e incoraggiando gli abitanti dell’isola «ad accettare la sfida dell’accoglienza e della protezione dei migranti che oggi vengono qui per trovare lavoro e, per molti di loro, migliori condizioni di vita per le loro famiglie».

Anche discriminazione e corruzione sono state al centro della riflessione del Pontefice, il quale ha esortato gli esponenti politici del Paese a combattere tutte le forme di degenerazione della vita democratica e a «manifestare il valore dell’impegno al servizio del bene comune». In questa prospettiva è risuonato ancora una volta l’invito «a sviluppare una politica economica orientata alle persone e che sappia privilegiare una migliore distribuzione delle entrate, la creazione di opportunità di lavoro e una promozione integrale dei più poveri». La raccomandazione del Papa è di «non cedere alla tentazione di un modello economico idolatrico che ha bisogno di sacrificare vite umane sull’altare della speculazione e della mera redditività, che tiene conto solo del beneficio immediato a scapito della protezione dei più poveri, dell’ambiente e delle sue risorse».

Naturale, in questo contesto, il riferimento alla necessità di «una conversione ecologica integrale» in grado non soltanto di «evitare terribili fenomeni climatici o grandi disastri naturali», ma anche di «promuovere un cambiamento negli stili di vita in modo che la crescita economica possa davvero giovare a tutti, senza correre il rischio di provocare catastrofi ecologiche o gravi crisi sociali».

Da Francesco, infine, un apprezzamento «per il modo in cui a Mauritius le diverse religioni, con le loro rispettive identità, collaborano insieme per contribuire alla pace sociale e per ricordare il valore trascendente della vita contro ogni tipo di riduzionismo».

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19 novembre 2019

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