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La famiglia fa la differenza

· Documento conclusivo della Settimana sociale dei cattolici italiani ·

È la famiglia che fa la differenza. All’indomani del duplice intervento della presidenza della Conferenza episcopale italiana (Cei) — sulla trascrizione a Grosseto di un matrimonio tra persone dello stesso sesso e sulla decisione della Corte costituzionale in materia di fecondazione eterologa medicalmente assistita — la Chiesa in Italia torna a far sentire la propria voce sulla famiglia che rappresenta «la differenza fondamentale» tra una società aperta e una società chiusa in un individualismo autosufficiente. La famiglia fa differenza. Per il futuro, per la città, per la politica è appunto l’articolato titolo del documento conclusivo della quarantasettesima Settimana sociale dei cattolici italiani, svoltasi a Torino nel settembre 2013 e che, come si ricorderà, ha avuto per tema proprio la famiglia, quale soggetto di «speranza» e di «futuro» per la società italiana.

Il documento, presentato questa mattina a Roma dal presidente del Comitato scientifico-organizzatore, Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari, e dal vicepresidente, Luca Diotallevi, richiama nelle sue prime righe il messaggio che Papa Francesco volle inviare ai partecipanti alla Settimana sociale di Torino per esprimere vicinanza alla «sofferenza di tante famiglie» che, soprattutto in un contesto di crisi economica che per molti versi ricorda quella del dopoguerra, sperimentano il peso di povertà sociali e morali. «L’azione e il pensiero di Papa Francesco — ha chiarito introducendo l’incontro con la stampa monsignor Domenico Pompili, sottosegretario della Cei — stanno restituendo maggiore evidenza al principio per cui “tutto si tiene insieme” e non si può parlare di famiglia semplicemente a partire da una descrizione astratta e avulsa dal contesto storico-sociale, ma neanche lasciarsi schiacciare solo sui presunti dati di fatto, a cui sarebbe giocoforza conformarsi».

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