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La famiglia e la sfida demografica in Europa

· Il sotto-segretario del Pontificio Consiglio a Zagabria ·

Sull'Europa soffia il vento gelido dell'inverno demografico: l'incremento senza precedenti della popolazione anziana, che arriverà a rappresentare un quarto del totale, non è dovuto solo al miglioramento delle condizioni di vita, ma soprattutto al forte calo delle nascite. Il vecchio continente insomma continua a diventare sempre più vecchio e rischia di non bastare neanche il ricambio generazionale assicurato oggi dai flussi migratori. Perciò i governi sono sollecitati dalla Chiesa a investire sulle famiglie e sul capitale sociale e umano di cui esse sono portatrici. È questo in sintesi il senso dell'intervento pronunciato stamane, venerdì 1° ottobre, dal sotto-segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia, monsignor Carlos Simón Vázquez, a Zagabria, dov'è in corso la plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee).

Una lettura soprattutto teologico-pastorale del tema in agenda sul rapporto demografia e famiglia, quella offerta dal prelato spagnolo, che però prende spunto da studi statistici e cifre inequivocabili. «L'indice di fecondità — ha esordito — è quasi dappertutto al di sotto di 2.0 per donna in età fertile. Nei Paesi dove persiste una forte immigrazione il dato diventa meno preoccupante anche se costringerà gli interessati (Belgio, Germania, Lussemburgo, Scozia, Spagna) a diventare realtà multiculturali. Dove invece non c'è immigrazione, come nelle nazioni dell'Est, l'invecchiamento è più rapido».

Il Paese con il pericolo maggiore è la Slovenia — indice di fecondità 1.2 e oltre il 40 per cento degli abitanti che avrà più di 65 anni — e quello con minor rischio è invece l'Irlanda, dove solo il 22 per cento avrà più di 65 anni. L'indice di fecondità più alto è dell'Islanda (2,2), quello più basso della Slovacchia (1.22). Quanto ai tassi di natalità il prelato spagnolo ha sottolineato come, a eccezione di Francia, Svezia e Islanda, l'indice medio nel continente è all'1,52. Cresce il numero di famiglie senza figli (41 per cento) e quello dei bambini che nascono fuori dal matrimonio (in alcune nazioni del nord e dell'est arriva a superare già il 50 per cento). Dal punto di vista culturale sebbene maternità e paternità godano di ottima stima, sono considerate dalle giovani generazioni «una scelta di vita» e «non l'unica strada per realizzarsi come uomo e come donna». Inoltre non sempre le politiche fiscali e legislative rendono reali gli aiuti alle famiglie.

Monsignor Simón Vázquez ha quindi messo in evidenza come persona, matrimonio, famiglia e vita siano state colpite da un movimento culturale che attraverso una serie di pressioni politiche riduce la sessualità al desiderio, la procreazione all'utilità e la famiglia al privato. Per questo non sono urgenti solo cambiamenti tecnici — tutela nel lavoro, esenzioni fiscali, aiuti economici alla maternità, equiparazione del lavoro domestico a quello fuori casa — ma occorre anche considerare l'argomento nella prospettiva educativa e culturale. «Le sfide demografiche esigono — ha affermato — un impellente cambiamento spirituale». Perché «non si tratta solo di un problema di salute biologica o di equilibrio economico, ma soprattutto di un problema spirituale». Ecco allora il motivo per cui la Chiesa non può tacere ed è anzi chiamata a impegnarsi su un duplice fronte: quello esterno, sollecitando le istituzioni a intraprendere azioni concrete a tutela della famiglia basata sul matrimonio cristianamente inteso e sulla difesa della vita; e quello interno, attraverso una pastorale che tenga conto del ricco magistero consolidatosi nel tempo. In definitiva le questioni riguardanti la famiglia non possono essere rinchiuse nella sfera privata come vorrebbe la mentalità dominante. Per il sotto-segretario del dicastero vaticano, al contrario, «quando la Chiesa si pronuncia sulle questioni relative alla popolazione in genere e alla vita umana in particolare, non si riferisce soltanto ai problemi di morale coniugale, ma anche a quelli di morale sociale».

Infine il prelato ha rilanciato le iniziative concrete messe in atto dal Pontificio Consiglio in collaborazione con gli episcopati: il progetto «famiglia soggetto di evangelizzazione» che mostra le esperienze pastorali più riuscite, un vademecum per la preparazione delle coppie al matrimonio e una ricerca che sottolinei scientificamente il ruolo della famiglia e della vita nel progresso della società.

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