Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

La famiglia
agli occhi di Dio

S’intitola “Avec Dieu chemin faisant” (Éditions de La Martinière) l’ultimo libro del vicedecano del collegio cardinalizio, uscito l’8 ottobre, ricco di spunti attualissimi e riflessioni. In una nostra traduzione pubblichiamo il capitolo dedicato alla famiglia di Gesù.

Gesù, Maria e Giuseppe mi fanno spesso pensare a Nazaret, il loro villaggio in Galilea. Hanno trascorso lì quelli che Robert Aron ha chiamato gli «anni oscuri» di Gesù, in cui nulla li distingueva dalle altre famiglie ebree, al punto che il Vangelo presenta spesso Gesù come «il Nazareno». Trent’anni di vita privata in famiglia per tre anni appena di vita pubblica, vale a dire l’estrema importanza della famiglia agli occhi di Dio.

Non dimentico Betlemme, ciò che deve essere stato per loro tre l’inizio della loro vita familiare lungo i sentieri dell’esilio in Egitto. Una famiglia resta sempre segnata dalle sue origini. Era già la “santa famiglia”, non solo per l’origine divina del neonato, ma anche perché quei mesi di vita errante furono i più difficili per dei genitori aperti alla voce dell’angelo che aveva detto a Giuseppe: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre…».

Fu anche il tempo della più grande intimità familiare, quello in cui, sotto lo sguardo attento di Giuseppe, Maria faceva deliziosamente l’esperienza del suo ruolo materno, con quei mille piccoli gesti di giorno e di notte che ogni mamma conosce bene.

Nel corso dei secoli si sono diffuse deliziose leggende. Quando lo stemma di papa Francesco è stato reso noto, il 19 marzo 2013, giorno scelto per l’inaugurazione del suo pontificato, molti hanno avuto difficoltà a decifrare il fiore di nardo, pianta aromatica citata nel Vangelo. Secondo la tradizione, tutti i giovani di Nazaret, sospirando dietro la bella Maria, portavano in mano un ramo di nardo, e fu quello di Giuseppe che iniziò a fiorire. Il nostro papa si è sempre sentito sotto la sua protezione paterna!

di Roger Etchegaray

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

15 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE