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La fame nel Sahel
figlia della guerra

· Sedici milioni di persone a rischio nel 2014 ·

New York, 12. Nella regione del Sahel sedici milioni di persone saranno a rischio fame nel 2014, secondo un rapporto pubblicato 

Una donna e la sua bambina in una tempesta di sabbia nel nord del Mali

dall’Ocha, l’ufficio dell’Onu per il coordinamento degli aiuti umanitari. Il rapporto specifica che all’origine dell’insicurezza alimentare non ci sono le condizioni climatiche — quest’anno, infatti, ci sono state piogge regolari e buoni raccolti — né la crescita demografica, ma la guerra.

L’ufficio dell’Onu collega infatti tale scenario direttamente agli scontri che dilaniano il nord della Nigeria, la Repubblica Centroafricana e il Mali. L’instabilità in questi tre Paesi ha avuto ripercussioni a livello regionale. Le Nazioni confinanti hanno dovuto far fronte a diverse emergenze umanitarie, segnate da scarsità di cibo e rincari dei prezzi alimentari.

Ad aggravare ulteriormente la crisi nel Sahel, secondo l’Ocha, hanno concorso la crisi finanziaria internazionale e, soprattutto, i conflitti armati in altre zone del pianeta, in particolare in Siria, che hanno provocato un calo degli aiuti umanitari a favore della regione africana. Nel 2013, infatti, è stato corrisposto meno del sessanta per cento del miliardo e settecento milioni di dollari chiesti dall’Onu ai donatori come contributo minimo.

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