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La fabbrica del neonato

· ​Un saggio di Eliette Abecassis ·

In un momento di grande intensità nel dibattito bioetico in Francia — al centro dell’attenzione è la maternità surrogata — la scrittrice e filosofa francese Eliette Abécassis prende posizione in un saggio breve ma intenso, Bébés à vendre (Parigi, Robert Laffont, 2018, pagine 160, euro 12). Come è possibile che il bambino sia diventato un bene di consumo? «Il neonato è il nuovo oggetto da mettere in mostra, da esibire — osserva l’autrice — un accessorio di moda, un accessorio di bellezza. Nell’arco di qualche anno, siamo passati dal “bambino persona” al “bambino re” per poi scivolare verso il “bambino accessorio”». 

«All’ora delle tecnologie avanzate, della mondializzazione e del capitalismo sfrenato — prosegue la Abécassis — il bimbo è diventato un bene di consumo redditizio, in particolare grazie alla maternità surrogata, una tecnica derivata dalla procreazione artificiale e industriale degli animali».
E chi dice bene di consumo, dice attività lucrativa, con le sue regole, circuiti, mercati. In paesi come gli Stati Uniti, la Romania, l’India e la Russia si sono moltiplicati i centri di fertilità e di riproduzione. Come tutte le industrie del settore secondario — prosegue la filosofa — a causa della mondializzazione e della concorrenza internazionale, la “fabbrica del neonato” è spesso localizzata nei paesi poveri che vendono il prodotto, un neonato, ai paesi più ricchi. In questo modo, prosegue l’autrice, «nel mondo ognuno legifera secondo un’etica personale, una sua concezione del diritto e della morale, cercando di disciplinare la contrattualizzazione del commercio di bambini oppure di inserirlo in un quadro non commerciale». Tutti tentativi, in fin dei conti, per regolarizzare un illecito e che rischiano di concludersi in catastrofi umane quando il prodotto comprato — il bambino — non corrisponde ai desideri del consumatore.
Al di là dei problemi di diritto, Eliette Abécassis identifica una minaccia ben più grave: la cancellazione della filiazione e la distruzione delle madri, tappa decisiva dell’ideologia trans-umanista, che non sopporta la carne. «La maternità surrogata è il primo passo per separare l’uomo dalla madre, il neonato dalla donna che partorisce, per farne un uomo aumentato, un uomo-macchina, nato da una selezione genetica».
Un saggio completo anche se agghiacciante, quello di Eliette Abécassis, che dà le chiavi essenziali per valutare l’importanza capitale dell’attuale dibattito bioetico in Francia. «Il capitalismo medico instaura un totalitarismo più pernicioso e più efficace di tutti gli altri: quello della schiavitù volontaria. Salviamo l’uomo, siamo ancora in tempo». È questo il grido dell’autrice.

di Charles de Pechpeyrou

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19 settembre 2019

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