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La dottrina nelle periferie

· A Málaga la beatificazione del gesuita Tiburzio Arnáiz Muñoz ·

Era infaticabile, si dedicava totalmente alla doctrina de los corralones, cioè insegnava la dottrina nelle periferie. I suoi prediletti erano i carcerati, i malati e i più poveri. Così trascorse la vita il gesuita Tiburzio Arnáiz Mufioz, che sabato 20 ottobre viene beatificato a Málaga dal cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, in rappresentanza di Papa Francesco.

Tiburzio nacque l’11 agosto 1865 a Valladolid, secondo figlio di Ezequiel Arnáiz, di professione tessitore, e Romualda Muñoz, che lavorava come materassaia. La sua famiglia era povera economicamente ma ricca di fede. Il bambino fu battezzato il 13 agosto e ricevette la cresima l’11 aprile 1867. Il 12 maggio 1870, quando aveva 5 anni, morì il padre, che lasciò la famiglia in una difficile situazione economica.

Nel 1878, a tredici anni, entrò nel seminario di Valladolid e, privo di borsa di studio e di mezzi qual era, si pagò la retta da solo, facendo da inserviente al rettore e da sagrestano presso un vicino convento di suore. Riuscì, in questo modo, a compiere normalmente il percorso formativo (quattro anni di liceo, tre di filosofia e quattro di teologia).

Il 22 settembre 1889 ricevette la tonsura e gli ordini minori dall’arcivescovo di Valladolid; il 21 dicembre il suddiaconato e il 5 aprile 1890 il diaconato. Il 20 aprile 1890 fu ordinato sacerdote. Per circa tre anni fu parroco di Santa Maria della Visitazione di Villanueva del Duero, un piccolo paese nel quale i parrocchiani erano fortemente divisi e in perenne lite e dove Tiburzio si adoperò in modo particolare per ristabilire tra di loro un clima di pace e armonia.

Nel 1893, secondo una consuetudine allora in vigore, partecipò al concorso per la parrocchia di Santa Maria in Poyales del Hoyo, in diocesi di Ávila. Dopo averlo vinto, il 23 ottobre dello stesso anno fu nominato parroco. Anche nella nuova comunità trovò difficoltà per la freddezza dei fedeli. Tuttavia Tiburzio si impegnò per riportare concordia tra quella gente che si era allontanata dalla pratica religiosa e riuscì a riparare la chiesa che era in rovina.

Nel 1896 riprese gli studi teologici nel seminario di Toledo e in un anno conseguì i tre gradi accademici di teologia. Il 4 marzo 1899 morì sua madre. In seguito a questo lutto e alla decisione della sua unica sorella di entrare nel monastero delle domenicane di San Felipe de la Penitencia a Valladolid, Tiburzio volle entrare nella Compagnia di Gesù, dove fu accolto il 30 marzo 1902 con il motto Darse prisa y aprovechar el tiempo (“Affrettarsi per non perdere tempo”). Nella certosa di Granada continuò il suo juniorato, alternando gli studi ad alcune missioni popolari.

Completata la formazione religiosa, dal 1909 al 1911 svolse la sua opera di apostolato a Murcia, dove si contraddistinse per la sua totale e completa dedizione al Signore tramite la predicazione, le confessioni, le visite alle scuole domenicali, la cura degli ammalati e dei carcerati e le opere di carità. Nel suo apostolato prese come modello san Francesco Saverio.

Il 3 ottobre 1911 fu trasferito a Loyola dove rimase fino al 12 febbraio 1912. Poi, il 2 aprile fu inviato a Málaga. Nel 1916 fu destinato a Cádiz. Vi rimase un anno, dopodiché rientrò a Málaga, dove riprese a svolgere un’attività molto intensa che suscitò grande ammirazione tra i confratelli. Aveva fama di avere una grande carità. A Málaga diede inizio anche alle dottrine rurali nei quartieri poveri della città e, a tal fine, coinvolse un gruppo di laiche, una sorta di missione popolare impartita dalle donne, della durata di circa tre mesi e nelle quali egli predicava ogni giorno. Padre Tiburzio tenne i contatti con le catechiste delle dottrine rurali e si dedicò alla loro assistenza spirituale fino alla sua morte. Queste catechiste, oggi chiamate missionarie delle dottrine rurali, formano una società di vita apostolica composta da laiche senza voti, ma con un forte impegno nella vita spirituale e nell’apostolato.

Insieme alle dottrine nei quartieri periferici padre Tiburzio svolse un numero importante di missioni, sicuramente più di settanta, in diversi paesini e cittadine dell’Andalusia e in altre località della Spagna. Nel 1920 la sua salute cominciò a peggiorare, per cui il suo superiore gli impose di riposarsi. Nonostante tutto, il suo amore a Cristo e per le anime fu fino all’ultimo istante della sua vita. Morì il 18 luglio 1926.

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