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La divinità
risplende nella carne

· La Trasfigurazione del Signore Gesù ·

«Trasfigurazione» (chiesa della Trinita,  esarcato apostolico di Grecia per i fedeli di rito bizantino, XX secolo)

Nella tradizione bizantina la Trasfigurazione del Signore è una delle grandi feste del calendario liturgico. Le preghiere si snodano in un continuo parallelo tra le teofanie veterotestamentarie e la trasfigurazione di Cristo sul monte Tabor da una parte, e l’apparizione gloriosa di Mosè ed Elia e la presenza meravigliata e atterrita degli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni. Questa doppia presenza viene messa in luce in modo speciale nel canone del mattutino della festa, un testo attribuito a san Giovanni Damasceno.

Prendendo spunto dei cantici dell’Antico Testamento che si trovano alla base di tutto il canone dell’ufficiatura bizantina, l’innografo mette in luce in primo luogo come la Trasfigurazione di Cristo viene prefigurata nelle teofanie veterotestamentarie: «Mosè, sul mare, vedendo un tempo profeticamente nella nube e nella colonna di fuoco la gloria del Signore, esclamava: Cantiamo al nostro redentore e Dio. Protetto dal corpo deificato come un tempo dalla roccia, il veggente Mosè, contemplando l’invisibile, esclamava: Cantiamo al nostro redentore e Dio. Sia sul monte della legge che sul Tabor ti sei mostrato a Mosè: ma un tempo, nella caligine, ora invece, nella luce inaccessibile della divinità».

di Manuel Nin

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22 agosto 2019

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