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La disoccupazione spina nel fianco degli Stati Uniti

· Ancora insufficiente il tasso di crescita economica ·

Il tasso di crescita dell'economia statunitense è «insufficiente» a far scendere il tasso di disoccupazione, salito in novembre al 9,8 per cento. È il giudizio espresso ieri dal presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, in occasione dei lavori del comitato di politica monetaria della Fed. Bernanke, nello stesso tempo, ha confermato che proseguirà il programma di espansione monetaria. E Wall Stret è volata: l'indice Dow Jones ha toccato quota 11.514, il livello più alto dal settembre 2008 (alla vigilia dell'esplosione della crisi finanziaria), per assestarsi in chiusura a 11.477, con un rialzo dello 0,43 per cento.

E in attesa che il tasso di crescita aumenti, Bernanke ha lasciato intendere che tirerà dirtto: la Fed continuerà ad accelerare gli acquisti di titoli di Stato fino a raggiungere seicento miliardi di dollari entro giugno, mantenendo lo stimolo monetario record per sostenere la ripresa economica. Non si ferma, dunque, la politica di acquisto titoli finanziata attraverso la creazione di «moneta fresca» da parte della Banca centrale americana. E la Fed, rilevano gli analisti, non si lascia distrarre da alcuni segnali di miglioramento economico, come le vendite al dettaglio che a novembre sono salite dello 0,'8 per cento, cioè più del previsto.

Nella sua nota la Fed promette di «rivedere regolarmente il ritmo degli acquisti di titoli» alla luce delle nuove informazioni e di aggiustarli «come necessario» nell'ottica della massima occupazione e della stabilità dei prezzi. Dei due mandati della Banca centrale sembra avere maggiore priorità il primo. La ripresa c'è, scrive infatti la Fed, ma procede «a un ritmo che è stato insufficiente a ridurre l'occupazione». La Federal Reserve osserva poi che «i datori di lavoro sono ancora riluttanti ad assumere e il settore immobiliare continua a essere depresso».

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